Bitcoin rimane in un trading-range tra i 65.000 e i 70.000 dollari, in attesa di una direzione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo di Bitcoin continua a muoversi all'interno di una fascia laterale ben definita, una zona di consolidamento che ormai perdura da diverse sedute e che tiene gli operatori di mercato in uno stato di sospesa attesa, tipico delle fasi di accumulazione o distribuzione prima di un movimento direzionale più deciso. La criptovaluta, dopo aver fallito il tentativo di superare con decisione la resistenza posta a quota 72.000 dollari, ha subito una correzione che l'ha riportata stabilmente al di sotto della soglia psicologica dei 70.000 dollari, un livello che, seppur permeabile, funge da spartiacque per il sentiment di breve termine -2. La situazione tecnica, come si suol dire, rimane precaria: per assistere a una risalita di una certa consistenza, e non a semplici rimbalzi tecnici privi di seguito, sarà probabilmente necessaria un'adeguata fase riaccumulativa, un processo che richiede tempo e che vede il prezzo oscillare per raccogliere la liquidità necessaria a sostenere un successivo trend rialzista -2.

Nel frattempo, l'attenzione degli investitori è catalizzata anche dalle mosse dei cosiddetti "pesi massimi" del settore, quei grandi detentori istituzionali le cui strategie possono influenzare le dinamiche di domanda e offerta. La società di tesoreria Strategy, un tempo nota con un altro nome e diventata un vero e proprio termometro dell'esposizione aziendale al settore, ha comunicato un ulteriore acquisto di bitcoin, aggiungendo al proprio già sterminato portafoglio 2.486 unità della criptovaluta. L'operazione, del valore di circa 168,4 milioni di dollari, è stata condotta a un prezzo medio di 67.710 dollari per bitcoin, una cifra che si allinea perfettamente con le attuali quotazioni di mercato. Questo ennesimo acquisto, che porta il patrimonio totale della società a 717.131 bitcoin, è stato realizzato a un costo medio complessivo di 76.027 dollari, un dato che evidenzia come l'azienda stia mediando il prezzo di carico dei suoi ingenti possedimenti, acquistando durante le fasi di debolezza del mercato -3-8.

Un dato che colpisce, e che offre uno spaccato della situazione attuale, è che l'ultimo acquisto di Strategy è avvenuto a un prezzo significativamente inferiore alla sua media storica, mentre la criptovaluta viaggiava intorno ai 67.360 dollari. Questo comportamento d'acquisto, definito da molti come "accumulo sotto la media", racconta una strategia di lungo periodo che prescinde dalle fluttuazioni giornaliere, ma che non è immune da esse: ogni nuova acquisizione, in un mercato laterale, contribuisce a creare un pavimento di supporto, assorbendo parte dell'offerta circolante e riducendo, di fatto, la pressione venditrice. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: fino a quando questa strategia potrà sostenere il mercato in assenza di nuovi flussi d'acquisto da parte di altri attori?

L'analisi del movimento laterale e i livelli tecnici da monitorare

La resistenza, per usare un termine caro ai grafisti, si è dimostrata ostica: il muro dei 72.000 dollari ha retto, respingendo i prezzi e costringendoli a ritracciare. La situazione grafica indica che una discesa sotto i 65.000 dollari potrebbe aprire le porte a uno scenario più complesso, anche se un vero e proprio segnale ribassista di tipo direzionale, quello che farebbe scattare l'allarme tra i trader, si concretizzerebbe soltanto con il cedimento di quota 60.000 dollari. Fino ad allora, il movimento oscillatorio tra i 65.000 e i 70.000 dollari resta la cornice dominante -2. Molti analisti, come riportato da fonti specializzate, vedono in questa compressione della volatilità un classico preludio a una fase espansiva, una sorta di molla che si carica in attesa di una scintilla, che potrebbe essere rappresentata da un cambiamento del panorama macroeconomico o da una novità normativa -7.

Parallelamente, l'analisi dei fondamentali offre una prospettiva differente, meno legata alle fluttuazioni giornaliere del prezzo. Secondo quanto osservato da emittenti di prodotti finanziari come 21shares, la recente correzione non è stata accompagnata da un deterioramento dell'attività economica sottostante alle principali blockchain. Se le criptovalute fossero strutturalmente compromesse, spiegano gli esperti, si dovrebbe assistere a una flessione dell'utilizzo delle reti e dell'attività on-chain, ma così non è stato. Nonostante molti dei principali asset digitali per capitalizzazione abbiano registrato cali anche del 30-50% nelle ultime settimane, il tasso di attività delle blockchain si è addirittura rafforzato, un segnale che suggerisce come l'interesse per la tecnologia e per i suoi utilizzi pratici non sia venuto meno, ma anzi, in alcuni casi, sia aumentato -4-9.

Il cambio di passo della finanza tradizionale e il ruolo degli ETP

Un altro elemento di rilievo, in questa fase di stallo dei prezzi, è il progressivo e inesorabile avvicinamento del mondo della finanza tradizionale a quello degli asset digitali. L'imminente debutto a Piazza Affari di un nuovo segmento dedicato agli ETP con sottostante criptovalutario rappresenta un passo significativo in questa direzione, un'ulteriore tessera di quel mosaico che porta verso quella che molti chiamano "istituzionalizzazione" del settore. La disponibilità di strumenti regolamentati, come gli ETP europei e gli ETF statunitensi, ha aumentato esponenzialmente l'accessibilità all'asset classe per una platea di investitori che, per ragioni di compliance o di mandato, non potevano esporsi direttamente all'acquisto di bitcoin su exchange non regolamentati. Questi veicoli finanziari stanno creando una domanda strutturale che, a detta di molti operatori, contribuisce a fornire una base più solida al mercato, rendendolo meno suscettibile a crolli improvvisi e del tutto incontrollati -4-9.

Si assiste, in sintesi, a una fase di passaggio. Da un lato il prezzo, intrappolato in un range e in attesa di nuovi catalizzatori; dall'altro i fondamentali, che raccontano di reti attive e in crescita, e l'evoluzione normativa e strumentale, che apre le porte a nuovi capitali. I due aspetti, prima o poi, dovranno convergere. L'esito di questa convergenza, se porterà a una ripartenza o a un ulteriore ridimensionamento delle valutazioni, dipenderà da una molteplicità di fattori, non ultimo la capacità del mercato di assorbire la volatoltà residua e di trasformare la paura del breve termine in opportunità di medio-lungo periodo. Il mercato, per ora, osserva e attende, con lo sguardo fisso sui grafici e sulle prossime mosse dei grandi player.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.