Serena Brancale a Verissimo: “A Sanremo con il vestito di mamma, ho indossato il suo odore. Voglio diventare mamma, l’ho capito grazie ad Alessandra Amoroso”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il racconto di Serena Brancale si snoda tra le pieghe di un dolore che il palco dell’Ariston ha contribuito a trasformare in arte, e lo fa con la voce rotta dall’emozione ma sorretta da una ritrovata consapevolezza. Ospite a Verissimo dalla conduttrice Silvia Toffanin, la cantante pugliese è tornata a parlare della sua esperienza al Festival di Sanremo 2026, un’edizione che l’ha vista classificarsi al nono posto con Qui con me ma che, al di là della posizione in classifica, le ha regalato soddisfazioni importanti come il Premio della critica Lucio Dalla, il Premio Lunezia e il Premio Tim. Un’edizione, quella vinta da Sal Da Vinci, che per Brancale ha assunto i contorni di un pellegrinaggio laico tra i ricordi familiari, reso possibile dalla presenza fisica e simbolica di chi non c’è più.
L’abito della memoria e il profumo del passato
Il gesto più potente, quello che ha condensato in una immagine l’intero senso della sua partecipazione, è stata la scelta di indossare durante la serata finale un vestito appartenuto alla madre, Maria De Filippis, scomparsa improvvisamente nel 2020 all’età di sessant’anni. Non si è trattato di una semplice citazione di stile, né di un vezzo nostalgico: Serena ha spiegato a Silvia Toffanin che quell’abito, un modello nero che ricordava bene perché lo aveva visto indossare dalla madre al compleanno del fratello e quando lei aveva compiuto quarant’anni, rappresentava l’ultimo contatto fisico possibile. Indossandolo, ha dichiarato, è come se avesse indossato il suo odore, un dettaglio sensoriale che riassume una mancanza e, al contempo, una presenza. Una scelta coraggiosa, maturata quasi per caso mentre si trovava a Bari per un videoclip, quando ripensando all’armadio materno ha proposto l’idea al suo manager, il quale, conoscendo personalmente Maria, non ha potuto trattenere la commozione.
Ad accrescere la densità emotiva di quella performance ha contribuito la presenza sul podio, nella veste di direttrice d’orchestra, della sorella Nicole. Un’intesa professionale e personale che ha permesso alle due di guardarsi negli occhi per l’intera durata dell’esibizione, condividendo un peso che per Nicole, ha confessato Serena, non era scontato potesse essere accolto proprio in relazione a un brano così intimo e doloroso. La standing ovation ricevuta al termine dell’esecuzione, con la commozione diffusa in sala e tra i colleghi, ha suggellato la riuscita di un azzardo artistico che trasformava il lutto in spettacolo senza mai scadere nel patetico.
La genesi di una canzone e la fatica di convivere con l’assenza
Qui con me, brano scritto a più mani e che Serena ha voluto fortemente in gara, nasce da una necessità interiore differita per anni. La cantante ha raccontato come per molto tempo abbia preferito tenere tutto dentro, fino a quando, durante l’ultimo tour, non ha sentito il bisogno impellente di condividere quella parte nascosta di sé. Il risultato è una canzone che parla di un dolore che non si accetta mai fino in fondo, ma con il quale si impara a convivere perché la vita, volente o nolente, continua a camminare. Durante l’intervista è stato letto un passaggio della lettera che Serena ha scritto alla madre, un testo che accompagnerà il suo nuovo album SACRO in uscita ad aprile, in cui si rivolge direttamente a Maria affidando le sue parole all’aria, con la certezza che non ha bisogno di prove che lei sia ancora lì.
Il ricordo di Maria, figura centrale nella formazione artistica delle figlie, è affiorato nitido: era lei, musicista e insegnante di canto con una scuola a Valenzano, ad aver portato la musica in casa, a cantare brani di Pino Daniele e Riccardo Cocciante, a volere che Serena intraprendesse quella strada e a lasciare pianoforti verticali in ogni stanza. Originaria del Venezuela, arrivata in Italia da bambina, era l’anima artistica del paese, colei che trasformava le giornate in festa. Serena ne ha ereditato non solo i tratti somatici, come ama sottolineare guardandosi allo specchio, ma anche quella dedizione e quell’amore con cui Maria metteva cura in ogni cosa. La sua scomparsa, avvenuta mentre Serena teneva un corso a Roma, con la sorella al telefono a chiederle di correre in ospedale perché un intervento era andato male, ha lasciato un vuoto che la musica prova a colmare.
Progetti futuri e un desiderio nuovo, nato osservando le amiche
Lontano dal palco e dai riflettori, nella vita privata di Serena Brancale si affacciano progetti diversi ma altrettanto significativi. Accanto a lei da circa due anni c’è il pugile Dario Morello, una relazione nata dopo che lui l’aveva sentita in radio e aveva deciso di cercarla, facendosi inizialmente apprezzare per la simpatia più che per la professione sportiva. È guardando al futuro con lui che Serena ha maturato una nuova consapevolezza: il desiderio di diventare madre. Una presa di coscienza, ha confessato, maturata osservando Alessandra Amoroso durante la loro estate insieme, quando l’amica e collega, nonostante il pancione, continuava a esibirsi sul palco con una determinazione e una gioia che l’hanno profondamente colpita. Un desiderio, quello della maternità, che ha già condiviso con il compagno, trovando in lui piena sintonia e disponibilità ad accoglierlo.
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