Beyoncé, Federer e James Cameron tra le new entry della classifica dei miliardari di Forbes

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La corsa all’oro, in questa seconda metà del decennio, sembra aver cambiato pelle: non più cercato nei filoni delle montagne rocciose, quello che fa brillare gli occhi dei mercati globali è semmai l’oro digitale, fatto di algoritmi, pixel e proprietà intellettuale. Lo conferma la trentanovesima edizione della classifica annuale di Forbes dedicata ai miliardari del pianeta, che ha certificato un aumento senza precedenti del numero di individui in grado di vantare un patrimonio in dollari a nove zeri. I paperoni, quest’anno, sono 3.428, quattrocento in più rispetto allo scorso anno, con una ricchezza complessiva che ha raggiunto i 20.100 miliardi di dollari.

L’irresistibile ascesa dell’intelligenza artificiale e i nuovi volti del jet set mondiale

Il merito di questa impennata, spiegano gli analisti della rivista americana, va ascritto in larga parte alla performance scintillante delle Borse mondiali e al boom dell’intelligenza artificiale, un settore che da solo ha sfornato ottantasei nuovi ingressi nell’Olimpo dei facoltosi. Tra i volti celebri che per la prima volta varcano la soglia del club dei tre zeri spiccano nomi noti dello spettacolo e dello sport: la regina del pop Beyoncé Knowles-Carter, forte di un patrimonio stimato in un miliardo di dollari accumulato tra vendite discografiche, tour e la sua passione per l’arte collezionistica; il regista canadese James Cameron, l’uomo dietro i kolossal Titanic e Avatar, che grazie ai suoi colossal ha raggiunto una fortuna di 1,1 miliardi; e infine il tennista svizzero Roger Federer, leggenda dei campi da gioco con venti titoli del Grande Slam alle spalle e una partecipazione azionaria nel marchio svizzero di scarpe On Running, che gli vale un patrimonio di 1,1 miliardi. Insieme a loro, fa il suo ingresso anche il produttore discografico Dr. Dre, a oltre un decennio dalla maxi-plusvalenza realizzata con la vendita di Beats Electronics ad Apple.

Il sorpasso italiano nel segno delle criptovalute

Guardando alla Penisola, la fotografia scattata da Forbes rivela un movimento tutto sommato contenuto nel numero assoluto – sono quattro i rappresentanti tricolori – ma di assoluto rilievo nelle posizioni. Un derby tutto piemontese ha infatti rivoluzionato la gerarchia nazionale: Giancarlo Devasini, imprenditore torinese e figura di spicco nel mondo delle criptovalute in quanto dirigente di Tether, il maggiore emittente di stablecoin, ha visto il suo patrimonio schizzare a 89,3 miliardi di dollari, un balzo che lo proietta al ventiduesimo posto nella graduatoria mondiale e gli vale il primato italiano, scavalcando nettamente Giovanni Ferrero. Il re del cioccolato, alla guida del gruppo dolciario, ha comunque visto crescere la sua ricchezza personale a 48,8 miliardi, posizionandosi al quarantunesimo posto. Alle sue spalle, ma comunque saldamente nei primi cinquanta, si piazzano Andrea Pignataro, fondatore e amministratore delegato di Ion Group, colosso londinese dei dati finanziari, con 42,6 miliardi, e l’altro volto di Tether, Paolo Ardoino, con un patrimonio stimato di 38 miliardi di dollari.

Musk e Trump, due storie americane ai poli opposti della ricchezza

A dominare la classifica mondiale resta incontrastato Elon Musk: il patron di Tesla e SpaceX, nonché proprietario del social network X, ha più che raddoppiato la sua ricchezza nell’ultimo anno, passando da 342 a 839 miliardi di dollari, un dato che lo conferma per il secondo anno consecutivo come l’uomo più facoltoso del pianeta. Alle sue spalle, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin occupano il secondo e terzo gradino del podio con patrimoni rispettivamente di 257 e 237 miliardi, seguiti da Jeff Bezos (224 miliardi) e Mark Zuckerberg (222 miliardi). In una posizione diametralmente opposta, ma ugualmente degna di nota, si colloca Donald Trump: il presidente degli Stati Uniti, tornato alla Casa Bianca, vede il suo patrimonio crescere del 27 per cento, attestandosi a 6,5 miliardi di dollari, un balzo in avanti dovuto in larga parte alle sue operazioni nel settore delle criptovalute, che gli valgono il seicentoquarantacinquesimo posto della classifica.

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