Carlo Monguzzi lascia la presidenza della commissione Ambiente, rottura definitiva con Sala

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Carlo Monguzzi, storico consigliere di Europa Verde e punto di riferimento per l’ambientalismo milanese, ha rassegnato le dimissioni da presidente della commissione Ambiente e Mobilità di Palazzo Marino. Un gesto che, seppur formale, sigilla una frattura politica già palesata pochi giorni addietro, quando lo stesso Monguzzi aveva annunciato il proprio distacco dalla maggioranza che sostiene il sindaco Beppe Sala, da lui definita, non a caso, “maggioranza del cemento”. La scelta, che giunge a stretto giro dall’approvazione in consiglio comunale della delibera sulla cessione di San Siro ai due club, segna l’epilogo di un contrasto profondo, maturato attorno a quelle che l’esponente verde considera come promesse non mantenute e una deriva nelle politiche urbanistiche della giunta.

La miccia della rottura: il via libera alla vendita di San Siro

La miccia di questa rottura è stata accesa dal via libera definitivo alla vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti a Milan e Inter, un passaggio cruciale per il progetto di costruzione di un nuovo impianto e la riqualificazione dell’intera zona. Quel voto, arrivato dopo un iter lungo sei anni e reso possibile anche dall’astensione decisiva di Forza Italia, è stato vissuto da Monguzzi come un tradimento degli impegni presi con gli elettori, i quali, a suo dire, si aspettavano una difesa più intransigente del patrimonio esistente e dei principi di sostenibilità. La sua uscita dalla maggioranza, dunque, ne era stata una diretta e prevedibile conseguenza.

Un percorso politico autonomo e le conseguenze

Ora, con l’abbandono anche della guida dell’organismo tecnico-politico che esamina le proposte in materia ambientale prima del loro esame in aula, il consigliere compie un ulteriore passo, delineando un percorso che si prospetta completamente autonomo e non più organico al centrosinistra. Se ne va, così, una voce spesso critica e certamente scomoda all’interno della compagine di governo della città, un profilo che aveva fatto della coerenza sulle questioni ecologiche il proprio tratto distintivo.

Il nuovo stadio di Milano accelera

Mentre Monguzzi archivia il suo incarico istituzionale, il processo per la costruzione del nuovo stadio accelera i propri tempi, attirando l’interesse di importanti gruppi finanziari. Come riportato, alcune delle maggiori banche internazionali, statunitensi e giapponesi, insieme a un istituto italiano, si sono infatti candidate per sostenere l’operazione. L’obiettivo dei due club rimane quello di realizzare un impianto di ultima generazione, sul modello dei più moderni e redditizi stadi d’Europa, capace di generare ricavi ben superiori a quelli dell’attuale Meazza. A questo, come è noto, verrà affiancato un ampio intervento di rigenerazione che, una volta demolita l’arena storica, trasformerà l’area con un complesso di strutture dedicate al terziario, alla ricettività e allo sport.

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