Milano-Cortina, ori di Brignone e Vittozzi: è record di medaglie azzurre ai Giochi invernali
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Redazione Sport
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C’è un pomeriggio di metà febbraio, luminoso e freddo, che resterà negli annali dello sport italiano, e non soltanto per il sole che quella domenica ha illuminato le Dolomiti. Alle 15.15 del 15 febbraio, mentre lo schermo della Rai si spaccava in due per mostrare contemporaneamente il traguardo di Anterselva e quello dell’Olympia delle Tofane, l’Italia del circo bianco ha vissuto uno dei suoi momenti più alti: Lisa Vittozzi, nell’inseguimento 10 chilometri di biathlon, e Federica Brignone, nello slalom gigante, hanno infilato due perle nel giro di pochi minuti. Un’ora magica, verrebbe da dire, che ha portato a cinque il conto degli ori azzurri in queste Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, un bottino che non ha precedenti nella storia delle edizioni invernali. Le due carabinieri, rispettivamente maresciallo e appuntato scelto, hanno così issato il forestale in testa a una classifica parallela e affascinante, quella delle medaglie conquistate dai militari, dove il giallo delle divise ha tinto sei degli otto successi italiani. Il medagliere generale, aggiornato al termine della settima giornata, vede ora l’Italia saldamente al secondo posto dietro la Norvegia, ma davanti a una corazzata come gli Stati Uniti, che pure possono contare su una squadra vasta e profonda -6.
La doppietta di Federica e la rincorsa di Lisa
Per Federica Brignone, quella medaglia d’oro rappresenta il bis dopo il trionfo nel superG di qualche giorno prima, un’impresa che non si vedeva dai tempi di Alberto Tomba. Sulla pista amica di Cortina, la valdostana ha messo in fila avversarie di altissimo livello, come la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, le quali, al termine della sua seconda manche, le hanno tributato un inchino al traguardo che ha fatto il giro del mondo: un gesto di rispetto e di sportività che certifica lo status della campionessa italiana, capace di dominare il gigante con un tempo totale di 2 minuti, 13 secondi e 50 centesimi -4. Poco distante da lì, ma in una disciplina che unisce la fatica del fondo alla precisione del poligono, Lisa Vittozzi regalava all’Italia la sua personale rivincita. Dopo l’argento nella staffetta mista, l’azzurra di Sappada ha imbroccato la gara perfetta: venti centri su venti, con un tempo di sparo fulminante che le ha permesso di accumulare un margine incolmabile sulle inseguitrici, trasformando la sua prova in una cavalcata solitaria fino all’oro, il primo della sua carriera in una rassegna a cinque cerchi -8.
I numeri di una spedizione trionfale
Il conto delle medaglie, a questo punto, racconta una storia di straordinaria competitività. Con otto ori all’attivo, l’Italia ha già superato il primato di sette che resisteva dall’edizione di Lillehammer ’94, e il totale dei podi ha varcato la soglia psicologica dei venti, piazzandosi a ventuno con ancora una settimana di gare davanti -6. A rendere il dato ancor più significativo è la distribuzione delle vittorie: cinque degli otto ori portano la firma delle atlete di casa. Oltre a Brignone e Vittozzi, infatti, il medagliere femminile vanta i sigilli di Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità, della staffetta mista di short track guidata da Arianna Fontana e delle slittiniste Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio -1-9. Proprio Fontana, con l’argento conquistato nei 500 metri, ha eguagliato il record assoluto di medaglie olimpiche italiane (tredici) detenuto dallo schermidore Edoardo Mangiarotti, un traguardo che ne certifica la longevità e la classe cristallina -10.
Orgoglio tricolore e colpi di scena
Non è stata, tuttavia, una giornata priva di emozioni contrastanti. Mentre le italiane volavano, il pubblico ha trattenuto il fiato per la brutta caduta del talento finlandese del salto con gli sci, un incidente che ha gelato gli spettatori presenti allo stadio del salto, per fortuna senza conseguenze gravi. Sul fronte azzurro, invece, è arrivata anche una soddisfazione corale nello snowboard cross a coppie, dove Lorenzo Sommariva e Michela Moioli hanno conquistato un argento che arricchisce ulteriormente la collezione di famiglia. Un argento che, come i due ori del pomeriggio, racconta di una squadra compatta e di un movimento, quello degli sport invernali, che in questa edizione dei Giochi ha trovato la sua dimensione più autentica: quella di un gruppo capace di lottare alla pari con le potenze nordiche, senza complessi e con la forza di chi sa di poter scrivere pagine di storia davanti al proprio pubblico -1.




