Un maxi concorso Ripam per 1340 posti, mentre scade il bando per la Protezione civile
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Redazione Interno
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Un nuovo, imponente bando concorsuale segna la settimana, aprendo prospettive di assunzione a tempo indeterminato per oltre un migliaio di aspiranti dipendenti pubblici. Il Formez PA, infatti, ha pubblicato l’atteso concorso Ripam – acronimo che designa le procedure standardizzate di reclutamento – finalizzato a coprire 1340 posti tra funzionari e personale dell’Area delle elevate professionalità in numerose Amministrazioni sparse per la penisola, alcune delle quali ubicate anche in Sicilia. Si tratta, nel dettaglio, di una selezione per titoli ed esami, articolata su base territoriale, che assegna 1338 posti da funzionario e soltanto due riservati alle cosiddette elevate professionalità, figure di alta specializzazione. L’iniziativa, che promette di immettere linfa fresca e competenze negli uffici pubblici, si inserisce in un quadro più ampio di rinnovato fermento sul versante del pubblico impiego, considerato da molti osservatori una leva strategica imprescindibile per modernizzare la macchina statale e, di conseguenza, l’intero Paese.
Scadenze imminenti e richiesta dal territorio
Parallelamente, si avvicina la scadenza per un’altra significativa opportunità, quella lanciata per il reclutamento di personale nella Protezione Civile, il cui bando si chiuderà il 27 gennaio 2026. La pubblicazione di questo avviso è stata accolta con particolare interesse da realtà associative come il Volontari Protezione Civile della Brianza, il quale, convenzionato con diversi comuni del territorio, racconta di essere frequentemente interpellato da giovani in cerca di uno sbocco lavorativo stabile proprio in quel settore. Una domanda, questa, che testimonia un bisogno concreto e una volontà di impegnarsi in un ambito delicato e fondamentale per la sicurezza collettiva, e che ora trova una risposta formale in un concorso pubblico.
Il panorama delle selezioni attive
Queste due chiamate rappresentano soltanto le punte più visibili di un iceberg composito, fatto di numerose procedure concorsuali in scadenza nella settimana tra il 12 e il 18 gennaio 2026. L’offerta, del resto, appare piuttosto variegata e inclusiva, rivolgendosi non solo a laureati o diplomati, ma aprendo le porte anche a quanti possiedono il titolo di licenza media o hanno comunque assolto l’obbligo scolastico. Un ventaglio di possibilità che, dal Nord al Sud Italia, disegna una geografia dell’occupazione pubblica in movimento, cercando di intercettare profili diversi per coprire le molteplici esigenze delle amministrazioni. È in questo solco che si muove la riflessione più generale sul reclutamento, tornato al centro del dibattito come terreno decisivo per misurare la capacità dello Stato di rispondere efficacemente alle sfide del presente.
La sfida della modernizzazione
La pubblicazione di bandi così si, del resto, non è un fatto meramente quantitativo, ma assume un valore simbolico e operativo di primo piano. L’obiettivo dichiarato, oltre a quello di colmare i vuoti organici, è infatti quello di innalzare il livello delle competenze tecniche e professionali all’interno degli uffici, rendendoli al contempo più attrattivi per le nuove generazioni. Un processo di rinnovamento che, se condotto con continuità, può contribuire a cambiare il volto della Pubblica Amministrazione, aggiornandone metodi e strumenti di lavoro. Senza dimenticare, come evidenziato dalle esperienze locali, che spesso la domanda di un lavoro pubblico stabile e di senso nasce proprio dalla prossimità a certi servizi, vedi quello della protezione civile, e dalla volontà di partecipare attivamente alla loro erogazione.




