Napoli Pride 2026, l’onda arcobaleno contesta l’afa e riempie le strade della città

Napoli Pride 2026, l’onda arcobaleno contesta l’afa e riempie le strade della città
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Migliaia di persone stanno sfilando per le strade di Napoli in occasione del Napoli Pride 2026, un appuntamento che quest'anno pone al centro la difesa dei valori della Costituzione, della solidarietà, della libertà e della giustizia sociale. Un lungo serpentone colorato, che si snoda tra i vicoli e i corsi del capoluogo campano, ha trasformato la città in un palcoscenico di rivendicazione politica e civile, con l'obiettivo di ribadire il diritto all'uguaglianza, all'inclusione e al rispetto di ogni persona.

Nonostante un caldo asfissiante che sfiorava i 40 gradi, la folla non ha voluto rinunciare a presidiare simbolicamente gli spazi urbani, dando vita a un corteo che ha assunto i contorni di una manifestazione corale e trasversale.

Il corteo tra i getti d'acqua e la memoria di Mirko e Kety

La manifestazione, che ha preso il via nel pomeriggio, ha dovuto fare i conti con un'afa che rendeva l'aria irrespirabile, tanto che lungo il percorso sono stati organizzati veri e propri getti d'acqua per rinfrescare i partecipanti e permettere al corteo di proseguire senza intoppi. In prima fila, a camminare fianco a fianco con le associazioni e i sindacati, c'erano il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, giunto in compagnia del segretario regionale dei dem Piero De Luca, e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

«Sfileremo per la pace, contro tutte le guerre e contro ogni forma d'odio e violenza» hanno ribadito gli organizzatori, dedicando questa giornata alla memoria di Mirko e Kety, due vittime la cui esistenza è stata spezzata dalla violenza cieca e brutale dell'omofobia, in un passaggio che ha assunto un valore fortemente simbolico all'interno della parata.

La presenza istituzionale e il messaggio di Fico

Tra le centinaia di persone scese in strada nonostante le temperature insopportabili, spuntano i leader regionali dei sindacati più rappresentativi, come Nicola Ricci per la Cgil e Giovanni Sgambati per la Uil, insieme ad alcuni esponenti della giunta comunale del capoluogo e a diversi consiglieri comunali. Madrine della manifestazione, quest'anno, sono l'attrice Maria Grazia Cucinotta e la cantante BigMama, la cui presenza ha ulteriormente acceso i riflettori sull'evento.

A margine della partecipazione al corteo, il governatore Roberto Fico ha affidato a un messaggio il senso della sua presenza, sottolineando che i diritti non si difendono solo con le parole ma si difendono con le scelte, con gli atti e con la presenza delle istituzioni. Per questo, ha spiegato, nei giorni scorsi ci si è recati al Pride Park per ascoltare associazioni, volontarie e volontari, mentre oggi la presenza al corteo rappresenta un atto dovuto per trasformare i principi in azioni concrete.

Un Pride che sfida il caldo e rilancia le battaglie civili

Il Napoli Pride 2026 si conferma dunque come un appuntamento centrale nel calendario delle rivendicazioni Lgbtqia+ del Mezzogiorno, con un'adesione che ha superato le aspettative nonostante le condizioni meteorologiche proibitive. L'onda arcobaleno, con le sue bandiere e i suoi striscioni, ha percorso le arterie principali della città, restituendo l'immagine di una comunità che non intende arretrare di un millimetro sui temi dell'inclusione e della giustizia sociale.

La presenza massiccia delle istituzioni locali, a cominciare dal presidente della Regione e dal sindaco, ha conferito alla giornata un carattere ufficiale e condiviso, mentre il richiamo alla memoria di Mirko e Kety ha rappresentato il monito più forte contro l'odio e la violenza, in un clima che ha alternato momenti di festa a istanti di raccoglimento e riflessione collettiva.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.