Enrica Bonaccorti, la commozione di Miriana Trevisan: "Per me è stata una madre"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il ricordo di Miriana Trevisan, affiorato durante una puntata di Dentro la notizia, riporta alla luce il lato più intimo e forse meno noto del rapporto che legava le due donne, un legame forgiato negli anni ruggenti di Non è la Rai e mai più spezzato. La Trevisan, visibilmente commossa, ha voluto condividere con il pubblico l'immagine di un'Enrica Bonaccorti lontana dai riflettori, quella capace di offrire un sostegno incondizionato a una ragazzina che muoveva i primi passi in quel mondo. L’incontro, che risale all'ultimo periodo di vita della conduttrice, è avvenuto lontano dalle telecamere, in un contesto privato che ha permesso uno scambio autentico e profondo: "L'ho vista in un programma, abbiamo parlato tantissimo e stava ancora bene. Sono riuscita ad abbracciarla e a parlarle senza le telecamere da sola". Un abbraccio che, per la Trevisan, valeva la sintesi di un’intera esistenza condivisa, o quantomeno di quegli anni formativi in cui la Bonaccorti rappresentò un punto di riferimento saldo. “Non so se conoscesse già la diagnosi”, ha proseguito la showgirl, “però è stata sempre affettuosa”. Il dubbio lascia spazio alla certezza di una tenerezza mai venuta meno, nonostante il peso di una malattia che, silenziosa, forse già avanzava.

Del resto, la figura di Enrica Bonaccorti – spentasi all’età di 76 anni a Roma a causa delle complicazioni dovute a un tumore al pancreas, una battaglia che aveva scelto di condividere pubblicamente in più di un'occasione – trascende la semplice immagine della conduttrice brillante o dell’attrice di commedia. Il suo estro si era manifestato precocemente anche nella scrittura, come dimostra il sodalizio artistico con Domenico Modugno: a lei si devono, tra gli altri, i testi di due brani destinati a lasciare un segno profondo nella musica leggera italiana, La lontananza e Amara terra mia, quest’ultima impreziosita da un adattamento suggestivo. Una vena autoriale, quella della Bonaccorti, che ha attraversato decenni di televisione e di teatro, dimostrando una versatilità non comune.

Il percorso della malattia, che le era stato diagnosticato nel 2025, era stato affrontato dalla conduttrice con uno spirito combattivo ma lucido, alternando momenti di riserbo a pubblici aggiornamenti. Già a settembre dello scorso anno aveva rotto un silenzio durato mesi con un post sui social in cui annunciava la scoperta del tumore, mostrandosi in sedia a rotelle accanto alla figlia Verdiana. Un gesto di trasparenza che aveva scosso colleghi e pubblico. L'ultima apparizione pubblica di rilievo risaliva al 14 dicembre, quando era stata ospite di Verissimo proprio insieme alla figlia, che in quei mesi difficili non l'aveva mai lasciata sola. In quell'occasione, le sue parole non avevano lasciato spazio a facili illusioni, pur mantenendo una dignitosa assenza di disperazione: "Non ho tantissime speranze, ma non sono disperata". Un’ammissione di vulnerabilità, quella di dicembre, che rendeva il quadro clinico – già di per sé complesso per la natura aggressiva della neoplasia pancreatica – sempre più difficile da gestire, con i trattamenti chemioterapici che non avevano sortito gli effetti sperati e un successivo tentativo con la radioterapia che lasciava aperto uno spiraglio, poi rivelatosi vano.

La diagnosi, la lotta e l'ultimo saluto a una signora della tv

La notizia del decesso, giunta nella mattinata del 12 marzo 2026, ha aperto un vuoto nel panorama dello spettacolo italiano. La Bonaccorti, ricoverata nella clinica Ars Medica situata nel quartiere romano di Ponte Milvio – la zona in cui aveva scelto di vivere – si è spenta circondata dall'affetto dei suoi cari, dopo che le sue condizioni avevano subito un brusco peggioramento nelle settimane precedenti. La salma è stata poi composta nella camera ardente allestita nella stessa clinica, inizialmente riservata a parenti e amici più stretti, per poi essere aperta al pubblico il giorno successivo, consentendo a chi l'aveva amata di rendere omaggio. I funerali, come reso noto dall'ex agente Andrea Quattrini, si terranno sabato 14 marzo nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come la Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo. Una location, quest'ultima, che appare quanto mai appropriata per salutare una donna che dell'arte e della comunicazione aveva fatto la propria ragione di vita, sin dagli esordi teatrali accanto allo stesso Modugno.

L’intelligenza artificiale entra nello sport e vale già miliardi

Se il mondo della tv piange una delle sue protagoniste più eclettiche, un altro comparto – quello sportivo – si appresta a vivere una rivoluzione silenziosa ma di portata epocale, trainata dall'avanzata inarrestabile delle nuove tecnologie. Dai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, ormai alle spalle, ai campionati professionistici sparsi per il globo, l'intelligenza artificiale sta ridisegnando i confini della competizione e della fruizione sportiva. Non si tratta più soltanto di analisi predittive per prevenire infortuni, un campo in cui i progressi sono stati notevoli, ma di un ecosistema complesso che spazia dallo storytelling automatico – basti pensare alla generazione istantanea di highlight personalizzati per i tifosi – fino al coinvolgimento diretto degli stessi, con assistenti digitali in grado di rispondere a qualsiasi domanda in tempo reale. Un mercato, quello dell'AI applicata allo sport, che secondo le stime degli analisti è destinato a crescere in maniera esponenziale, con un incremento previsto del 310 per cento entro il 2034, trasformando ogni competizione in un laboratorio a cielo aperto di innovazione tecnologica.

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