Enrica Bonaccorti, la voce dietro "La lontananza" e il saluto di Fiorello e Miriana Trevisan
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il mondo dello spettacolo italiano piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti, avvenuta all’età di 76 anni dopo una malattia che aveva scelto di raccontare con discrezione ma senza nascondersi. La conduttrice, volto storico della televisione dagli anni Settanta in poi, si è spenta lasciando un vuoto non solo tra i colleghi che ne hanno condiviso il percorso professionale, ma anche tra coloro che l’avevano avuta come punto di riferimento. Il primo omaggio, nella mattinata di oggi, è arrivato da Fiorello, che durante la sua trasmissione “Viva Rai2!” ha voluto ricordarla a modo suo: ha cantato “La lontananza”, il celebre brano che Bonaccorti scrisse giovanissima per Domenico Modugno, quando, come ha ricordato lo stesso showman, "credo avesse solo 18 anni". Un gesto semplice ma carico di significato, perché quella canzone, nata su fogli di carta intestata di un albergo durante una tournée con Modugno, rappresenta forse una delle sue eredità più autentiche e meno scontate. La genesi di quel pezzo, d’altronde, è stata raccontata più volte dalla stessa Bonaccorti con un misto di ironia e meraviglia: era il 1970, e il cantautore, impazzito per un verso del suo diario adolescenziale, la spinse a scrivere il testo in camera, tra salti sul letto e improvvisazione. Da lì nacque un classico, destinato a restare ben oltre la sua interpretazione televisiva.
Il ricordo commosso di Miriana Trevisan e il legame con “Non è la Rai”
Tra le voci più toccanti che si sono levate per salutare Enrica Bonaccorti c’è quella di Miriana Trevisan, ospite a “Dentro la notizia”. La showgirl, che proprio negli anni di “Non è la Rai” visse un’intensa stagione professionale e umana, ha parlato di un rapporto che andava ben oltre la conduzione televisiva. “Per me è stata una madre”, ha dichiarato Trevisan, ripercorrendo i momenti condivisi durante la prima edizione del programma, quella del 1991. La conduttrice, infatti, era alla guida del varietà scoprendo e affiancando ragazze giovanissime, tra cui la stessa Trevisan, in un’esperienza che per molte rappresentò un vero e proprio rito di passaggio. Nell’intervista, Miriana ha voluto condividere anche il ricordo dell’ultimo incontro privato con Enrica, avvenuto in un programma televisivo: “Abbiamo parlato tantissimo e stava ancora bene. Sono riuscita ad abbracciarla e a parlarle senza le telecamere, da sola. Non so se conoscesse già la diagnosi, però è stata sempre affettuosa”. Un addio raccontato senza filtri, che restituisce l’immagine di una donna capace di mantenere la sua eleganza e la sua proverbiale signorilità anche nei momenti più difficili.
Yvonne Sciò e la gratitudine per un’amica gentile
Anche Yvonne Sciò, un’altra delle protagoniste di quella prima, storica edizione di “Non è la Rai”, ha voluto affidare all’Adnkronos il proprio saluto, e lo ha fatto con la voce rotta dalle lacrime. “Enrica resterà per sempre un pezzo della mia vita”, ha detto l’attrice e regista, sottolineando come insieme, nel 1991, condivisero l’avventura della trasmissione assieme ad Antonella Elia. Sciò ne ha tratteggiato un ritratto che prescinde dalla carriera per concentrarsi sulla persona: ha parlato della sua "gentilezza", della sua "anima pulita", qualità che evidentemente avevano lasciato un segno profondo in chi le era stato accanto in quegli anni formativi. La gratitudine di Yvonne Sciò riecheggia quella di molte altre colleghe, a testimonianza di come la Bonaccorti sapesse coniugare il rigore professionale con una straordinaria umanità. Il suo stile, cordiale e misurato, l’aveva resa un’ospite fissa nelle case degli italiani, prima con “Pronto, chi gioca?” e poi con una miriade di programmi che l’hanno resa un’icona della tv generalista.
L’abbraccio di Renato Zero e la musica come filo conduttore
A gennaio, quando la malattia era già nota e la conduttrice stava affrontando le cure, c’era stato un episodio che aveva commosso il pubblico e che oggi, a posteriori, assume i contorni di un commiato anticipato. Durante un suo concerto a Roma, Renato Zero interruppe l’esibizione e scese tra il pubblico. “Devo dare un abbraccio a una donna e voi capite il perché”, disse, per poi stringere a sé Enrica Bonaccorti, presente in platea con la figlia Verdiana. Il video di quel momento, in cui l’artista le si avvicina e la abbraccia a lungo, era rapidamente diventato virale, simbolo di un’amicizia profonda e di una solidarietà rara. “Quest’uomo mi ha rubato il cuore per sempre”, fu la risposta di Enrica, visibilmente commossa. Quell’abbraccio, carico di affetto e di significato, resterà forse l’immagine più bella degli ultimi mesi della sua vita: un gesto privato reso pubblico con delicatezza, che ha unito idealmente il mondo della musica, quello della televisione e il pubblico che l’aveva sempre amata.




