L’ultimo saluto a Enrica Bonaccorti, tra la clinica e la chiesa degli artisti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà un addio diviso in due tempi, quello che Roma e il mondo dello spettacolo italiano riserveranno a Enrica Bonaccorti, e il primo di questi momenti, quello più intimo e raccolto nonostante l’apertura al pubblico, prende vita proprio oggi, venerdì 13 marzo, all’interno della clinica Ars Medica. È lì, nella struttura del quartiere Ponte Milvio dove la conduttrice – spentasi all’età di 76 anni nella giornata di giovedì 12 marzo – risiedeva e dove ha esalato l’ultimo respiro, che è stata allestita la camera ardente. L’accesso, per chiunque desideri porgere un omaggio alla salma, è consentito con orario continuato fino alle ventidue di questa sera, per poi riaprire domattina, sabato 14 marzo, dalle nove fino alle dodici, quando i cancelli si chiuderanno per lasciare spazio al corteo funebre. La salma, in queste ore, vegliata dalla figlia Verdiana e dai parenti più stretti, riposa dunque in quel luogo di cura che era diventato, negli ultimi difficili mesi, il suo rifugio privato, lontano dai riflettori che pure l’avevano sempre amata.
Il tumore al pancreas, quella neoplasia aggressiva e silenziosa che non perdona e che le era stata diagnosticata nell’estate del 2025, l’aveva costretta a un confronto quotidiano e doloroso con la propria fragilità. Una battaglia, la sua, condotta inizialmente nel più totale riserbo – “mi sono cancellata”, confessò in seguito – salvo poi decidere di condividere pubblicamente il proprio calvario, mostrandosi senza filtri a Verissimo o al Tg1, con il capo coperto da una parrucca e lo sguardo fiero di chi non vuole pietà. La malattia, come rivelato dal suo agente storico Andrea Quattrini, aveva subito nelle ultime settimane un’improvvisa e fatale accelerazione, con complicazioni che ne hanno reso vano ogni ulteriore tentativo terapeutico, portandola via in quella stessa clinica che oggi ospita il suo feretro.
Un funerale laico e religioso nel cuore di Roma
Domani pomeriggio, invece, il cordoglio uscirà dalle stanze asettiche dell’Ars Medica per invadere piazza del Popolo. Alle quindici in punto, nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto, universalmente nota come la Chiesa degli Artisti, verranno celebrati i funerali. Una cornice, quella della chiesa di piazza del Popolo, che ha visto negli anni l’addio a innumerevoli personalità dello spettacolo e della cultura, e che appare quanto mai appropriata per salutare una donna che il palcoscenico – fosse quello teatrale, televisivo o radiofonico – lo ha abitato con disinvoltura e intelligenza per oltre cinquant’anni. Da Savona, dov’era nata nel novembre del 1949, a Roma, dove il richiamo della ribalta l’aveva condotta giovanissima, il passo era stato breve, e breve era stato anche il tempo per imporsi come attrice prima, e come autrice e conduttrice poi, grazie a un talento versatile che spaziava dalla scrittura di canzoni per Domenico Modugno – basti ricordare “La lontananza” – alla conduzione di programmi iconici come Pronto, chi gioca? o Non è la Rai.
I ricordi in diretta e una vita sentimentale complessa
Già nelle ore immediatamente successive alla notizia del decesso, il racconto di Enrica Bonaccorti si è intrecciato con le lacrime e i ricordi dei colleghi. In particolare, la puntata de La Volta Buona condotta da Caterina Balivo è stata segnata da un’emozione palpabile: la conduttrice, con la voce rotta e gli occhi lucidi, ha voluto ricordare come appena un mese fa la Bonaccorti fosse sua ospite in studio, scherzando e mostrandosi combattiva, quasi a voler dissimulare la gravità delle sue condizioni. Una memoria, quella di una donna solare e professionale, che è stata rievocata anche da tanti altri volti noti, da Mara Venier a Federica Panicucci, tutti uniti nel celebrare l’eleganza e la garbatezza di una signora della tv. E di una signora che nella vita privata ha conosciuto passioni travolgenti e legami profondi, come quello con Giacomo Paladino, scomparso nel 2021 e definito da lei stessa “l’ultimo uomo della mia vita”, una relazione durata ventidue anni che le aveva donato stabilità e affetto dopo un matrimonio, quello con Daniele Pettinari, finito quando la figlia Verdiana aveva appena undici mesi.




