Rebecca Pepe, morta la 24enne investita sul lungomare di Napoli: i genitori chiedono giustizia
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Redazione Interno
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Rebecca Pepe non ce l'ha fatta. La studentessa di 24 anni, originaria di Lecce, è deceduta mercoledì mattina all'Ospedale del Mare di Napoli, dove era ricoverata in Rianimazione dal 4 settembre, dopo essere stata investita mentre attraversava viale Dohrn, sul lungomare cittadino. La notizia è stata confermata dalla famiglia, che ha scelto di rendere pubblico l'ultimo gesto di generosità della figlia: il consenso alla donazione degli organi, un desiderio che la giovane aveva espresso in vita.
Le parole dei genitori: «Vogliamo giustizia»
Dopo cinque giorni di silenzio, il padre Mauro Pepe e la madre Elisabetta Donno hanno affidato ai social e agli organi di informazione il loro dolore. «Vogliamo giustizia», hanno detto, precisando che non si tratta di un grido di vendetta, bensì di un appello affinché altre vittime innocenti vengano scongiurate. «Vogliamo ricordare Rebecca come una ragazza solare, generosa e amata da tanti parenti e amici», ha aggiunto la coppia, che ha definito la donazione degli organi «una scelta d'amore».
La dinamica dell'incidente e la fuga del conducente
Secondo la ricostruzione della Polizia locale, Rebecca stava attraversando viale Dohrn dal lato del mare verso la Villa comunale quando, giunta al centro della carreggiata, è stata travolta da un'auto che percorreva la strada in direzione di piazza della Repubblica. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e si è allontanato. La giovane è rimasta a terra fino all'arrivo dei sanitari del 118, che l'hanno trasportata d'urgenza in ospedale.
Le indagini, condotte dal reparto Infortunistica Stradale, si sono avvalse delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei fotogrammi registrati dalla dashcam di un automobilista che si trovava nella corsia opposta e aveva assistito alla scena. Il giorno successivo un 19enne si è costituito in caserma, identificato come il conducente dell'auto coinvolta. La sua posizione si è aggravata dopo il decesso della ragazza: si procede per omicidio stradale e omissione di soccorso.
Chi era Rebecca Pepe
Rebecca lavorava in una pasticceria di Lecce, la sua città natale, e amava trascorrere il tempo libero con gli amici. Napoli la conosceva bene: c'era già stata più volte e anche in questa occasione aveva scelto il capoluogo campano per una vacanza con il gruppo di sempre. «Le stava piacendo Napoli, amava questa città ed era felice di essere venuta», ha raccontato un'amica di famiglia. Il rientro a Lecce era previsto per la domenica successiva all'incidente, ma sono stati i genitori a raggiungerla in ospedale, accompagnandola negli ultimi istanti della sua vita.
Il quadro degli incidenti stradali a Napoli
La morte di Rebecca Pepe porta a quattordici il numero delle vittime della strada a Napoli dall'inizio del 2026. Nella stessa serata in cui la giovane è deceduta, un altro incidente mortale si è verificato in via Vespucci, nei pressi dell'ospedale Loreto Nuovo: un ciclista di 64 anni è morto dopo essersi scontrato con una moto guidata da un 23enne. Poco dopo, sulla carreggiata opposta, un'auto con a bordo quattro ragazze ha perso il controllo ed è finita contro una palma, che si è abbattuta al suolo. La conducente e una passeggera sono state trasportate in ospedale.
I dati nazionali sulla sicurezza stradale
Il rapporto Aci-Istat relativo al 2025, diffuso lo scorso luglio, registra in Italia 177.207 incidenti con lesioni a persone, in aumento del 2,2% rispetto all'anno precedente, e 237.822 feriti (+1,7%). Le vittime sono state 2.868, in calo del 5,3%: per la prima volta dal 2021 il numero dei morti torna sotto quota 3.000. Il tasso di mortalità stradale passa da 51,4 a 48,7 decessi ogni milione di abitanti, ma l'Italia scende dal 19° al 20° posto nella graduatoria europea. Il costo sociale degli incidenti con lesioni supera i 18 miliardi di euro, pari a quasi l'1% del Pil.
Crescono in particolare le vittime tra i bambini da 0 a 4 anni, passati da 8 a 14 in dodici mesi, e tra i ciclisti, con 198 decessi e un incremento del 20%. La distrazione alla guida resta la principale causa di sinistro.
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