Granada, scossa di terremoto e nuova chiusura per l'Alhambra: i controlli dopo il sisma

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La terra in Andalusia continua a tremare e, a poche ore dall'ultimo sciame sismico che ha interessato la provincia di Granada, le autorità spagnole hanno disposto la chiusura precauzionale del complesso monumentale dell'Alhambra. Il provvedimento, annunciato nella mattinata di martedì 18 agosto, arriva dopo la registrazione di un terremoto di magnitudo 4.8 il cui epicentro è stato localizzato a circa 10 chilometri dal centro cittadino.

La scossa, pur essendo stata definita di intensità moderata, ha rappresentato l'evento più significativo di una sequenza sismica iniziata nei giorni scorsi e che aveva già portato a una precedente scossa di magnitudo 5.0 nella medesima area, causando danni lievi ma diffusi ad alcune strutture.

Il movimento tellurico, rilevato e segnalato dall’Istituto Geografico Nazionale spagnolo, è stato chiaramente avvertito dalla popolazione locale e ha scatenato l'immediato attivarsi dei protocolli di sicurezza in diversi punti della città.

L'attenzione si è rapidamente concentrata sul celeberrimo palazzo nazarí, gioiello dell'arte islamica medievale e patrimonio dell'umanità Unesco dal 1984, dove i tecnici hanno avviato verifiche approfondite per accertare eventuali vulnerabilità strutturali.

Dalle prime ricognizioni effettuate all'interno del sito, è emerso che i danni sarebbero circoscritti ad elementi "non strutturali" e di natura estetica; ciononostante, la decisione di chiudere le porte ai visitatori è stata mantenuta per motivi di estrema prudenza, in attesa che i sopralluoghi vengano completati e che venga redatto un quadro tecnico definitivo sulla stabilità degli edifici.

Le immagini dei centri commerciali evacuati e i danni lievi

A corroborare il clima di attenzione e cautela che ha investito la città andalusa, sono state diffuse dalla Guardia Civil alcune immagini che ritraggono gli agenti impegnati nelle operazioni di evacuazione all'interno di due centri commerciali della zona.

Le strutture, che al momento del sisma erano già parzialmente affollate, sono state fatte sgombrare come misura precauzionale per scongiurare il rischio di crolli o cadute di materiali dall'alto; le stesse forze dell'ordine hanno documentato anche il caso di un'abitazione privata che, a seguito della scossa, avrebbe riportato segni visibili di cedimenti superficiali, sebbene la situazione sia stata rapidamente messa in sicurezza senza conseguenze per gli inquilini. Questi episodi, seppur di entità contenuta, confermano come la scossa di magnitudo 4.8 abbia avuto un impatto percepibile sul tessuto urbano, spingendo le autorità locali a mantenere alto il livello di vigilanza e a monitorare costantemente l'evoluzione della sequenza sismica che sta interessando il versante meridionale della penisola iberica.

La scossa di assestamento e il contesto sismico della regione

L'evento di martedì si inserisce in un contesto geologico ben noto agli esperti, quello della fascia che corre lungo il margine tra la placca euroasiatica e quella africana, dove l'attività sismica rappresenta una costante storica per il sud della Spagna. Il terremoto più forte della serie, quello di magnitudo 5.0 registrato a distanza di pochi giorni, aveva già fornito un chiaro segnale della riattivazione di faglie locali, e la nuova scossa di magnitudo 4.8, accompagnata da diverse repliche di minore intensità, ha alimentato le preoccupazioni tra i residenti, abituati a convivere con il fenomeno ma sempre vigili di fronte a movimenti tellurici così ravvicinati nel tempo. Proprio la vicinanza temporale tra i due eventi principali ha indotto le autorità a non abbassare la guardia, prolungando lo stato di allerta e proseguendo con le ispezioni sugli edifici pubblici e privati, al fine di escludere che le scosse abbiano compromesso la statica di palazzi storici o infrastrutture strategiche per la città.

L'Alhambra blindata e i controlli in corso

La decisione di chiudere l'Alhambra, uno dei simboli più riconoscibili non solo di Granada ma dell'intera Spagna, rappresenta l'atto più eclatante di questa nuova emergenza sismica. Il complesso monumentale, che attira ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo, è stato immediatamente isolato per permettere ai tecnici della conservazione e agli ingegneri strutturali di effettuare misurazioni precise e verificare l'integrità di mura, torri e cortili che raccontano secoli di storia andalusa.

Sebbene i danni rilevati siano stati definiti modesti e confinati a elementi non portanti, come intonaci e decorazioni, la chiusura rimarrà in vigore fino al completamento di tutti i controlli del caso; un approccio, questo, che riflette l'estrema cautela con cui la Spagna tratta il proprio patrimonio culturale, specialmente in una regione come l'Andalusia, dove la memoria storica si intreccia indissolubilmente con la fragilità del territorio.

Nel frattempo, la popolazione segue con apprensione gli aggiornamenti dell'Istituto Geografico Nazionale, mentre gli esperti continuano a monitorare l'evoluzione della sequenza sismica per valutare se nei prossimi giorni si possano verificare ulteriori scosse di assestamento in grado di compromettere la già precaria tranquillità della città.

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