Rincari energetici, un duro colpo per il commercio e il turismo
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Redazione Economia
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L'aumento dei prezzi dell'energia, che ha raggiunto livelli record nel 2023, continua a preoccupare le imprese italiane. Secondo l'Ufficio economico di Confesercenti Nazionale, le piccole attività si trovano a fronteggiare aggravi medi di 1.300 euro per l'energia, mentre le piccole e medie imprese, se non ci sarà un'inversione di tendenza, pagheranno quest'anno 2,6 miliardi in più rispetto al 2024. Questo incremento dei costi energetici, tra i più alti d'Europa, è dovuto alla scarsa offerta di energia, che ha fatto schizzare i prezzi.
Il ministro Gilberto Pichetto Frattin e Confindustria, nonostante le promesse, non riescono a rassicurare il mercato elettrico, che continua a ignorare le loro dichiarazioni. Dopo l'aumento del prezzo del gas e dell'energia elettrica, il ministro si è trovato in difficoltà nel gestire la situazione, che era stata ampiamente prevista.
Confcommercio ha lanciato un allarme riguardo ai rincari energetici, sottolineando come questi rischino di penalizzare nuovamente l'economia italiana, in particolare le imprese del terziario di mercato. Nel 2024, rispetto al 2019, la spesa per il gas è aumentata dell'80% e quella per l'elettricità del 52%. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha espresso preoccupazione per il rialzo significativo dei costi dell'energia, che rappresenta un ulteriore colpo per le imprese già colpite dalla crisi dei consumi.
Confesercenti Prato ha evidenziato come, da gennaio 2024 a gennaio 2025, il prezzo dell'energia sia aumentato del 45%, mettendo in difficoltà le imprese del commercio, del turismo e dei servizi.




