L’Europa frena tra le tensioni del G7 e il rischio rincari energetici
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre i leader del G7 si confrontano – non senza attriti – sulle strategie per contenere l’escalation in Medio Oriente, i mercati europei registrano un netto peggioramento del sentiment. Il DAX tedesco cede lo 0,87%, il CAC40 francese lo 0,9%, e il FTSE MIB italiano, il più penalizzato, segna un -1,26%. Le borse risentono delle dichiarazioni infuocate di Donald Trump, che ha attaccato Emmanuel Macron definendolo un “cercatore di pubblicità” dopo le critiche del presidente francese alla gestione americana dei colloqui di tregua tra Israele e Iran. Una tensione che si riflette anche sul fronte commerciale, dove l’Ue e gli Stati Uniti non trovano un accordo sui dazi: “Non c’è offerta giusta”, ha ribadito Trump, mentre il leader del PPE Manfred Weber insiste sull’obiettivo “tariffe zero”.
Intanto, il conflitto mediorientale continua a pesare sui listini, spingendo gli investitori verso asset rifugio come l’oro e rafforzando il dollaro rispetto a euro e yen. Ma il timore più immediato riguarda i mercati energetici, già scossi dai primi attacchi mirati a infrastrutture petrolifere. Sebbene le forniture non siano state interrotte, gli analisti avvertono che la volatilità potrebbe tradursi in nuovi rincari, come già accaduto negli Stati Uniti, dove i prezzi della benzina hanno subito impennate. In Italia, dopo i rialzi del 13 giugno – in coincidenza con l’attacco israeliano all’Iran – si temono ulteriori aumenti, con ripercussioni su trasporti e logistica.




