Lago di Como, un’altra tragedia a Nesso: il corpo del turista russo recuperato dopo ore di ricerche
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Redazione Interno
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La giornata si è aperta con una chiamata al centralino del 118, pochi minuti dopo le undici, e già si respirava quell’aria di angoscia che purtroppo, in estate, il Lario conosce fin troppo bene. Dimitrii Abramenko, cittadino russo di 37 anni originario di San Pietroburgo, si trovava in vacanza con la compagna di 38 anni e aveva deciso di fare un bagno nelle acque antistanti il litorale di Careno, una delle frazioni del comune di Nesso.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo si era immerso senza tuffarsi, come spesso accade per chi vuole abituarsi gradualmente alla temperatura dell'acqua, quando a un certo punto ha iniziato ad annaspare, è andato in difficoltà e, davanti agli occhi della donna, è stato inghiottito e visto inabissarsi senza più riemergere.
Le operazioni di soccorso e il ritrovamento del corpo
L’allarme, dato immediatamente dalla compagna che si è subito resa conto della gravità della situazione, ha mobilitato in pochi minuti una macchina dei soccorsi imponente. Sul posto sono state inviate l’Unità Navale del 3° Nucleo della Guardia Costiera del Lago di Como, mentre da Milano sono arrivati con l’elicottero i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, affiancati anche da un’unità navale del comando provinciale di Como.
Le ricerche, che si sono concentrate nel tratto d'acqua all'altezza del pontile di Careno, sono state complesse a causa della conformazione del fondale e della scarsa visibilità, ma dopo diverse ore i subacquei sono riusciti a individuare e recuperare il corpo senza vita del turista, mettendo fine a ogni speranza.
I pericoli nascosti del bacino lariano
Questo ennesimo dramma riaccende una domanda che torna ciclicamente con l’arrivo della bella stagione: il lago di Como è davvero più pericoloso del mare aperto? A guardare i numeri e le statistiche nazionali, la risposta è no, le acque interne in Italia fanno registrare una quota di vittime per annegamento praticamente identica a quella delle coste marine.
Il problema, però, è un altro ed è tutto legato alla percezione che si ha del pericolo: un lago, a differenza del mare, appare spesso come un bacino tranquillo, quasi domestico, le sue acque sembrano ferme e accoglienti, eppure nascondono rischi insidiosi e difficili da percepire a occhio nudo. Le correnti sotterranee, gli sbalzi termici che provocano congestioni e i cosiddetti "colpi di latte", ovvero gli shock termici che paralizzano i muscoli, sono solo alcune delle minacce che rendono il Lario un luogo bellissimo ma non per questo esente da insidie letali.
Il contesto e la dinamica dell'incidente
La zona di Nesso, e in particolare il celebre Ponte della Civera, è balzata più volte agli onori della cronaca in questa estate per via della presenza costante di centinaia di ragazzi che, incuranti dei divieti, continuano a tuffarsi da altezze considerevoli. Pur non essendo quella la dinamica del tragico evento di ieri, dato che Abramenko si era immerso gradualmente e non si era lanciato da alcun punto elevato, il luogo resta purtroppo al centro di un'attenzione mediatica legata alla pericolosità di certe pratiche.
La compagna del 37enne, sotto choc per quanto accaduto, è stata assistita dai sanitari del 118 e dai volontari del soccorso alpino, che si sono presi cura di lei sul posto mentre gli uomini della Capitaneria di porto cercavano di ricostruire gli ultimi istanti del turista prima che l'acqua lo inghiottisse.
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