Corteo studenti a Torino il 24 ottobre: «Scuole migliori, meno armi»
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Redazione Interno
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Gli studenti scendono in piazza a Torino sabato 24 ottobre con un corteo nel centro storico, portando in strada le richieste maturate durante le occupazioni delle scuole superiori: istituti migliori, meno armi e un no netto all'accordo tra Università e Confindustria. La mobilitazione, nata proprio dalle occupazioni, vede ancora una volta i ragazzi in prima fila in un pomeriggio di protesta che attraversa la città.
Il ritrovo in piazza Arbarello e la partenza da piazza Castello
La manifestazione cittadina è in programma alle 15 in piazza Castello, ma il pomeriggio comincia prima. Assemblea studentesca ha infatti annunciato un ritrovo alle 14 in piazza Arbarello, definito un «preconcentramento», pensato per riunire i gruppi prima dell'avvio del corteo. Le sigle delle scuole che hanno animato le occupazioni dei mesi scorsi si muoveranno così in blocco verso il punto di partenza, con le rivendicazioni su scuola, spesa militare e rapporti tra atenei e imprese al centro degli slogan.
Occupazioni e danni: cosa dicono i tribunali
Il tema delle manifestazioni, e soprattutto delle occupazioni, è tornato di forte attualità negli ultimi giorni. Come ricorda l'edizione odierna de Il Sole 24 Ore, sono numerose le pronunce dei tribunali su una domanda che interessa molte famiglie: i genitori devono pagare i danni provocati dai figli durante le occupazioni? Le sentenze mostrano quanto sia difficile trovare un equilibrio tra libertà di riunione, manifestazione del pensiero, diritto allo studio e regolare funzionamento del servizio scolastico.
Le altre piazze e le parole di Mattarella
Le proteste non riguardano solo Torino. A Roma gli studenti dei licei tornano a farsi sentire con una grande assemblea pubblica in piazza dell'Immacolata, a San Lorenzo, alle 15.30, lanciata dal coordinamento autonomo dopo la sfilata del venerdì precedente. Sarà da lì, dicono gli organizzatori, che «la rabbia studentesca dovrà continuare a farsi sentire». Poche ore dopo le manifestazioni che hanno portato in piazza ragazze e ragazzi da Nord a Sud, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato: «La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È invece una grande questione sociale».
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