Emergenza idrica in Puglia: chiude la diga di Occhito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'emergenza siccità in Italia ha raggiunto livelli critici, colpendo duramente l'agricoltura in diverse regioni. A partire dal 13 agosto, la Puglia agricola sarà senza acqua, aggravando una situazione già difficile per il Centro-Sud del paese. La chiusura della diga di Occhito, prevista per la sera del 12 agosto, segna un punto di non ritorno per molte colture.

La chiusura della diga di Occhito

La diga di Occhito, il più grande invaso artificiale della Capitanata, chiuderà definitivamente alle ore 19 del 12 agosto. Con il rilascio degli ultimi 2 milioni di metri cubi d'acqua ancora disponibili per l'irrigazione, la diga non sarà più in grado di fornire risorse idriche per l'agricoltura. Anche il nodo idraulico di Finocchito chiuderà alle 21 per garantire l'acqua rimanente all'uso potabile.

Impatti sull'agricoltura

La chiusura della diga di Occhito rappresenta una calamità per l'agricoltura pugliese. Le coltivazioni, in particolare i campi di pomodoro, sono a rischio di non arrivare a fine produzione. La siccità grave e perdurante sta mettendo a dura prova l'economia agricola delle regioni alpine e del Centro-Sud, con conseguenze devastanti per gli agricoltori.

L'allarme dell'Osservatorio Anbi

L'Osservatorio Anbi sulle risorse idriche ha lanciato l'allarme sulla situazione critica delle risorse idriche in Italia. La siccità coinvolge tutto il territorio nazionale, con gradi differenti di intensità. La chiusura della diga di Occhito è solo uno dei tanti segnali di una crisi idrica che rischia di compromettere seriamente l'agricoltura italiana.

La chiusura della diga di Occhito e la conseguente emergenza idrica in Puglia rappresentano una sfida enorme per l'agricoltura italiana. È fondamentale trovare soluzioni a lungo termine per affrontare la siccità e garantire la sostenibilità delle risorse idriche nel paese.

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