Prandini (Coldiretti): «Nessun passo indietro sul Made in Italy» mentre Tajani cerca un accordo sui dazi con Trump
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La questione dei dazi sui prodotti agroalimentari italiani esportati negli Stati Uniti resta un nodo cruciale, che rischia di inasprire ulteriormente i rapporti commerciali tra Europa e Washington. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, intervenuto al Forum in Masseria organizzato da Comin & Partners e moderato da Bruno Vespa, ha ribadito con fermezza la necessità di tutelare il Made in Italy, respingendo qualsiasi ipotesi di compromesso che possa danneggiare il settore. «Non so se il 17% sia lo scenario peggiore», ha ammesso Prandini, «ma speriamo che non si realizzi e si torni a parlare, al massimo, di un 10%».
Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, presente allo stesso evento, ha cercato di smorzare i toni, pur senza nascondere le difficoltà del negoziato in corso. «Una guerra dei dazi non giova a nessuno», ha dichiarato, sottolineando come l’obiettivo ideale sarebbe l’azzeramento delle barriere commerciali per favorire crescita e sviluppo. Le sue parole, però, non nascondono l’incertezza sulle mosse future degli Stati Uniti, dove l’ultima parola spetterà comunque a Donald Trump, tornato alla Casa Bianca.
I negoziati, che entreranno nel vivo nelle prossime settimane, vedono l’Unione Europea alle prese con diverse opzioni: alcune più generali, altre legate a specifici settori. Tajani ha accennato a «tre o quattro ipotesi» da portare sul tavolo del presidente americano, evitando però di scendere nei dettagli. Quel che è certo è che, nonostante le pressioni per trovare un accordo, la partita resta aperta e nulla esclude che si possa arrivare a un compromesso al ribasso.




