Ranucci-Report, il verdetto sul reintegro slitta ai primi di ottobre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Tribunale del Lavoro di Roma non ha deciso in giornata sul ricorso d'urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai per la rimozione dalla conduzione di Report. La giudice Donatella Casari si è riservata al termine dell'udienza, fissando al 30 settembre il termine per il deposito delle note integrative dei difensori di entrambe le parti. La decisione è attesa per i primi giorni di ottobre, a ridosso della data fissata per l'avvio della nuova stagione del programma, in calendario l'8 novembre.

L'udienza e le richieste delle parti

Davanti alla giudice Casari si sono presentati i legali del giornalista, coordinati dal professor Roberto De Vita e composti dai giuslavoristi Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi, e il collegio di difesa della Rai, rappresentato dall'avvocato Maurizio Santori.

Nel ricorso, depositato il 15 settembre ex articolo 700 del codice di procedura civile, la difesa di Ranucci contesta le motivazioni del provvedimento aziendale, ritenute carenti, il demansionamento e la discriminazione politica, chiedendo la revoca immediata della rimozione e il reintegro alle funzioni di autore e conduttore. La Rai ha replicato sostenendo la legittimità della riorganizzazione delle mansioni, ribadendo le ragioni indicate nel provvedimento del 28 agosto.

In aula era presente anche Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, che era stato indicato come possibile testimone. Il dirigente ha spiegato ai cronisti di essere venuto «come persona informata sui fatti, se il giudice avesse voluto sentirmi», precisando però di non essere stato ascoltato durante l'udienza. La giudice non ha disposto ulteriore attività istruttoria, ritenendo il procedimento cautelare sufficientemente istruito per decidere sulla base delle memorie depositate.

Il quadro delle contestazioni

Nel ricorso di 43 pagine, i legali del giornalista contestano radicalmente le espressioni utilizzate dalla Rai per giustificare l'allontanamento, come «obiettiva situazione di incompatibilità», «continue pressioni» e «percezioni di opacità, commistione e interferenze». Secondo la difesa, a fronte della richiesta formale di conoscere fatti, circostanze e documenti posti alla base di valutazioni tanto gravi sulla credibilità professionale, l'azienda non avrebbe fornito ulteriori chiarimenti né alcun supporto documentale.

La ricostruzione dei legali richiama inoltre le pubbliche prese di posizione di esponenti politici che, nelle settimane precedenti al provvedimento, avevano chiesto la rimozione del conduttore, delineando un quadro indiziario che, secondo la difesa, sarebbe «grave, preciso e convergente» nel configurare un motivo discriminatorio.

Sul fronte opposto, la Rai ha concesso una proroga di quindici giorni per la scelta tra le tre posizioni professionali alternative offerte a Ranucci, inizialmente prevista per il 27 settembre. I ruoli proposti riguardano la vicedirezione del Tg3 con delega alla redazione Speciali e Podcast, la vicedirezione ad personam di Rai News 24 con delega alle Inchieste, e la corrispondenza da Il Cairo.

La difesa del giornalista ha definito queste opzioni «una grave mortificazione professionale», sostenendo che nessuna di esse risulta equivalente all'incarico di autore e conduttore di Report e che il trasferimento in Egitto comporterebbe prevedibili rischi per la sicurezza personale.

Il contesto della trasmissione

La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro redazionale già profondamente mutato. Dopo la rimozione di Ranucci, la Rai aveva inizialmente annunciato una conduzione affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi; il passo indietro di Presutti ha poi portato alla nomina di Claudia Di Pasquale, storica inviata del programma, affiancata dallo stesso Piervincenzi. La nuova edizione di Report dovrebbe debuttare l'8 novembre su Rai 3, salvo ulteriori sviluppi legati all'esito del ricorso.

Ranucci ha condotto il programma dal 2017, subentrando a Milena Gabanelli, che lo aveva guidato per vent'anni; in precedenza lavorava a Report come autore dal 2006.

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