Ranucci-Report, il tribunale rinvia il verdetto sul reintegro a fine settembre
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Redazione Interno
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Il Tribunale del Lavoro di Roma non ha deciso. Al termine dell'udienza di oggi sul ricorso d'urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro la sua rimozione dalla conduzione di Report, la giudice Donatella Casari si è riservata e ha fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle note difensive. La sentenza arriverà dopo quella data, probabilmente ai primi di ottobre.
La richiesta di reintegro immediato
Ranucci, presente in tribunale, puntava a ottenere una decisione già oggi per tornare al timone del programma prima dell'inizio della nuova stagione, previsto per l'8 novembre. Il ricorso depositato il 15 settembre contesta le motivazioni del provvedimento aziendale – ritenute generiche e prive di fatti concreti – e ipotizza un demansionamento, oltre a una discriminazione legata alle convinzioni personali del giornalista. La Rai, dal canto suo, rivendica il diritto di organizzare il lavoro e di modificare le mansioni nel rispetto dell'inquadramento professionale.
Le tre alternative offerte a Ranucci – un incarico a Rai News 24, uno al Tg3 o la corrispondenza dal Cairo – sono considerate dalla difesa non equivalenti al ruolo precedente.
Il direttore Corsini non è stato ascoltato
In aula era presente anche Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, convocato come persona informata sui fatti. All'uscita ha spiegato ai cronisti di essersi recato in tribunale nel caso in cui la giudice avesse voluto sentirlo, ma la sua testimonianza non è stata ritenuta necessaria. Stessa sorte per Ranucci, che non è stato ascoltato e ha lasciato l'edificio in auto senza rilasciare dichiarazioni. L'avvocato Maurizio Santori, tra i legali che rappresentano l'azienda, ha chiarito che il giudice valuterà se disporre una prova orale o limitarsi alle memorie scritte.
Piervincenzi: «Se tornasse mi caccerebbe»
Mentre il tribunale si prende tempo, Daniele Piervincenzi – indicato come nuovo conduttore di Report insieme a Claudia Di Pasquale – ha commentato l'ipotesi di un reintegro del suo predecessore. Ospite di Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, ha detto: «Immagino mi caccerà via». Piervincenzi ha poi raccontato di una telefonata ricevuta da Ranucci dopo la nomina: «Mi ha chiamato, era molto aggressivo».
Alla domanda se Ranucci gli abbia detto «se rinunci sei un grande», il giornalista ha risposto affermativamente, spiegando di aver proposto un confronto con la redazione per decidere insieme, senza però ottenere risposta. Ha inoltre respinto l'etichetta di uomo di destra, precisando di aver votato per forze all'opposizione.
Il quadro giudiziario e le scadenze
Il ricorso d'urgenza era stato presentato in vista di due scadenze: il 27 settembre, data entro cui Ranucci avrebbe dovuto scegliere una delle tre destinazioni alternative, e l'8 novembre, giorno del debutto della nuova stagione. La proroga di quindici giorni concessa dal tribunale ha spostato il termine per la scelta, in attesa che la giudice Casari sciolga la riserva.
Nel ricorso, i legali del giornalista hanno ricostruito il contesto in cui è maturata la rimozione, richiamando le prese di posizione pubbliche di esponenti politici che nelle settimane precedenti avevano chiesto l'estromissione di Ranucci dalla conduzione. La decisione della Rai, si legge nell'atto, sarebbe stata adottata sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a carico del giornalista.
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