Il derby è del Milan, Maignan e Pulisic firmano il successo sull'Inter

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   All’appuntamento con la stracittadina, un evento che da sempre traccia un solco profondo nella storia di Milano, si sono presentati in due, come spesso accade nelle serate che lasciano il segno: Christian Pulisic e Mike Maignan. Il primo, con un’azione risolutiva, ha disegnato la rete del vantaggio; il secondo, parando un calcio di rigore, ha preservato quel tesoro, consegnando ai rossoneri una vittoria, l’1-0, che sa di svolta. Una partita decisa da particolari, quelli che separano un esito dall’altro, e che il Milan, in questa lunga striscia positiva, ha imparato a gestire con una freddezza che ormai gli appartiene. Sono trascorsi, non a caso, ben cinquecentottanta giorni dall’ultima volta in cui i diavoli dovettero inchinarsi ai cugini, in quella lontana serata di aprile dello scorso anno quando la formazione di Inzaghi cucì la seconda stella sul proprio petto. Un’epoca fa, quasi, per una rivalità che si nutre di attimi e di ricordi.

La macchina dei risultati utili non si ferma

Quello di sabato sera non è un successo isolato, bensì l’ultimo, preziosissimo, anello di una catena di sei risultati utili consecutivi nei derby, una serie che comprende quattro vittorie e due pareggi. Un dominio, seppur costruito partita dopo partita, che permette alla squadra di portarsi a soli due punti di distanza dalla Roma, agganciando saldamente il treno delle posizioni di vertice. È proprio in queste gare, quelle dove il peso della maglia si fa più intenso, che il Milan di Massimiliano Allegri sta dimostrando un carattere solido, una fibra che sembrava essersi smarrita nella passata, deludente, annata. La squadra, che si sta pazientemente ricostruendo, trova la sua identità proprio nelle sfide più ardue, dimostrando di saper essere collettivo quando la posta in gioco è più alta.

Le parole di Allegri dopo il trionfo

Massimiliano Allegri, intervistato da Telelombardia a caldo finita la partita, ha subito dirottato i pensieri verso il futuro, smorzando sul nascere qualsiasi possibile euforia. “Testa subito alla Lazio? Assolutamente sì, altrimenti questo risultato è fine a sé stesso”, ha dichiarato il tecnico livornese, il cui pragmatismo costituisce una cifra stilistica inconfondibile del suo lavoro. “Era importante fare un risultato positivo, meglio una vittoria che ci permette di restare tra le prime quattro”, ha proseguito, sottolineando come l’obiettivo primario rimanga quello di aggrapparsi saldamente alla zona Champions. “Mancano ancora tanti punti per raggiungere il nostro obiettivo e arrivare a marzo in una buona posizione”, ha concluso, ribadendo un mantra che conoscono bene tutti coloro i quali seguono da vicino le sue conferenze stampa.

Un’identità fatta di gesti ripetuti

Se si osserva con attenzione la mappa di questo successo, emergono dei tratti che ormai non stupiscono più, ma che anzi definiscono il profilo di questa squadra. Un’altra vittoria, un altro big match portato a casa, un altro risultato di misura, un altro gol di Pulisic, un’altra gara di solidità difensiva, un altro rigore parato da Maignan: sono questi i mattoni, tutti uguali eppure tutti fondamentali, con i quali il Milan sta edificando la sua stagione. Una serie di “altre” cose che, se si guarda bene, sono sempre le stesse, a testimoniare la costruzione di un’abitudine al risultato, di una mentalità vincente che passa attraverso gesti tecnici di altissima qualità e una tenacia mentale non comune. È questa ripetitività nei gesti positivi, questa capacità di fare squadra nei momenti cruciali, che sta disegnando un percorso di crescita tanto solido quanto promettente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.