Simeone e quella stoccata a Yamal: “Avrei dovuto temere un adolescente? Per un decennio ho visto Ronaldo segnare triplette”
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Redazione Sport
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L’eliminazione del Barcellona dalla Champions League, consumatasi nonostante il successo per 2-1 al ritorno dei quarti di finale contro l’Atletico Madrid, ha lasciato strascichi polemici tutt’altro che banali. A far discutere, più del risultato complessivo (un 3-2 per i Colchoneros che li proietta in semifinale), è stata la frase secca, quasi sprezzante, che Diego Simeone ha dedicato a Lamine Yamal. Il tecnico argentino, con la qualificazione ormai in tasca e la pressione di una doppia sfida alle spalle, non ha usato mezzi termini nel ridimensionare il talento del sedicenne spagnolo, colui che al terzo minuto del match di ritorno aveva illuso i blaugrana con un gol da solista.
“È un bravo ragazzo con un sacco di talento. Ieri ha chiesto un uno contro uno, ha segnato al terzo minuto, e i media vogliono incoronarlo re d’Europa – ha dichiarato il Cholo, quasi sorridendo –. Avrei dovuto temere un adolescente? Per un decennio ho visto Ronaldo segnare triplette”. Una stoccata in piena regola, quella di Simeone, che non solo smonta l’entusiasmo mediatico attorno al giovane del Barcellona ma lo riporta, con una certa durezza, alla cruda gerarchia del calcio che conta. Per l’allenatore dell’Atletico, insomma, la caratura di un campione si misura sugli anni e non su singoli lampi, per quanto abbaglianti.
L’amarezza di Flick e la gestione della sconfitta
Dall’altra parte, Hansi Flick ha scelto una linea opposta: nessun dramma, anzi una fiducia quasi ostinata nel percorso intrapreso. Il tecnico tedesco, dopo l’eliminazione ai quarti, ha infatti ribadito che “siamo sulla strada giusta per vincere la Champions”, aggiungendo che anche il suo Barcellona “avrebbe meritato di andare in semifinale”. Parole che sanno di consolazione, certo, ma anche di una precisa strategia comunicativa volta a proteggere un gruppo giovanissimo. “I tifosi e i miei collaboratori sono delusi ed è normale che sia così – ha ammesso Flick –. Abbiamo una squadra giovane e penso che potremo fare meglio il prossimo anno”. Nessun processo alla propria squadra, quindi, ma un’analisi che scarica le responsabilità sull’inesperienza, piuttosto che sugli errori tattici o individuali.
Gavi e la rabbia di chi “mangia l’Atletico a colazione”
Più cruda, inevitabilmente, la reazione di chi ha sudato la maglia sul campo. Gavi, centrocampista del Barcellona, non ha nascosto il dispiacere: “Eliminazione che fa male, ci mangiamo l’Atletico Madrid a colazione”. Una frase che fotografa l’amaro in bocca di una squadra che, pur vincendo la partita di ritorno (2-1 grazie alle reti di Yamal e Ferran Torres, intervallate dal gol decisivo dell’ex attaccante dell’Atalanta Ademola Lookman al trentesimo del primo tempo), ha dovuto fare i conti con lo 0-2 incassato all’andata. Quella rimonta, parziale e insufficiente, ha messo in luce la tenacia dei blaugrana ma anche i loro limiti strutturali, soprattutto nella fase difensiva quando il risultato complessivo era ancora in bilico.
Boban e l’accusa: “Yamal stanco e impreparato”
E proprio su Lamine Yamal si è concentrato anche un altro giudizio, stavolta più tecnico che ironico. Zvonimir Boban, attuale presidente della Dinamo Zagabria e opinionista per Sky Sport, ha osservato che il giovane spagnolo – rimasto in campo fino al fischio finale – è apparso “stanco e impreparato. Alla sua età – ha sottolineato – non dovrebbe succedere”. Un’analisi che non mette in dubbio il talento del ragazzo, ma la sua gestione atletica e mentale in una partita così importante. L’impressione, condivisa da più osservatori, è che il Barcellona abbia pagato proprio l’incapacità di dosare le energie del suo gioiello, lasciandolo in balìa di un duello fisico per il quale, forse, non era ancora pronto. La Champions, si sa, non perdona gli slanci adolescenziali, per quanto brillanti.




