Sanremo 2026, la classifica dei consumi reali si allontana dal verdetto dell'Ariston
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A una settimana esatta dalla serata finale che ha incoronato Sal Da Vinci, l’impatto del Festival di Sanremo 2026 sul mercato discografico e sulle piattaforme di streaming racconta una verità parallela, fatta di numeri e comportamenti d’ascolto che talvolta divergono in maniera netta dalle preferenze espresse dal Teatro Ariston. Se la giuria della sala stampa, quella televisiva e quella delle radio avevano decretato il trionfo di Per sempre sì, è nelle classifiche Fimi, quelle che aggregano vendite e streaming, che emerge un podio completamente rivoluzionato rispetto a quello della kermesse.
Al vertice della classifica dei singoli più venduti e ascoltati, infatti, troviamo Ossessione di Samurai Jay, un brano che all’Ariston si era dovuto accontentare della diciassettesima posizione. A dimostrazione di come il favore del pubblico a casa, o meglio, della platea digitale, possa premiare logiche e sonorità diverse rispetto a quelle premiate dal verdetto ufficiale, il podio si completa con il secondo classificato del Festival, Sal Da Vinci, e con Sayf, terzo nella kermesse e terzo anche in questa speciale classifica. Questo en plein, che si ripete per il sesto anno consecutivo, vede le prime sedici posizioni della graduatoria Fimi occupate interamente da brani in gara, a testimonianza di una capacità di penetration del Festival che resta ineguagliata nel panorama musicale italiano.
Il dominio dello streaming e le gerarchie di Spotify
Entrando nel dettaglio delle singole piattaforme, il quadro si fa ancora più variegato e ricco di sfumature. Su Spotify, il re indiscusso è Samurai Jay: la sua Ossessione ha totalizzato oltre 7,6 milioni di stream nei giorni immediatamente successivi alla chiusura della manifestazione, un dato che certifica una presa formidabile sul pubblico, soprattutto su quello più giovane. Seguono Sayf, che con Tu mi piaci tanto si conferma una delle rivelazioni dell’anno, e solo al terzo posto il vincitore Sal Da Vinci.
Un dato, quest’ultimo, che fotografa un divario generazionale negli ascolti, dove la platea under 35 ha chiaramente premiato sonorità più vicine al pop contemporaneo e al rap. Su YouTube, invece, il trend si inverte parzialmente: il videoclip di Per sempre sì di Sal Da Vinci ha raccolto oltre 6,2 milioni di visualizzazioni, scalzando la concorrenza e riconquistando una leadership che sulla piattaforma di streaming audio gli era stata negata. Anche Fedez e Marco Masini, con Male necessario, pur non essendo riusciti a bissare il successo immediato delle vendite fisiche, hanno mantenuto una solida presenza nelle posizioni di vertice delle varie graduatorie. La classifica EarOne, che monitora il passaggio radiofonico, racconta invece di un altro podio ancora, con Ditonellapiaga in testa grazie a Che fastidio!, seguita proprio da Fedez & Masini e da Tommaso Paradiso.
L'assenza dei big nell'album chart e il caso TonyPitony
Un discorso a parte merita la classifica degli album, dove l’effetto Sanremo fatica a penetrare con la stessa prepotenza. Il podio è saldamente in mano a lavori usciti in precedenza: Anche gli eroi muoiono di Kid Yugi, Tutto è possibile di Geolier e Tutta vita di Olly, vincitore dell’edizione precedente, resistono all’assalto dei nuovi progetti legati al Festival. Bisogna scendere fino alla quinta posizione per trovare traccia della kermesse con Il mio lato peggiore di Luchè, un album peraltro in classifica da 42 settimane, mentre la compilation ufficiale Sanremo 2026 si attesta in sesta posizione, tallonata da Funzioni vitali di Ermal Meta. Questo dato suggerisce come la fruizione del Festival, nell’era dello streaming, sia sempre più legata al singolo brano e meno all’acquisto o all’ascolto di un progetto organico.
Emerge con forza, nei meandri delle classifiche, anche il fenomeno TonyPitony. Se da un lato il suo Donne Ricche (Acoustic Version) rappresenta l’unica eccezione, insieme a pochi altri artisti internazionali, alla monopolizzazione della top 20 dei singoli da parte dei brani di Sanremo -1, dall’altro l’artista siciliano vive un momento di grazia assoluto. La sua vittoria nella serata delle cover in coppia con Ditonellapiaga e la sigla del Fantasanremo gli hanno garantito un’esposizione mediatica notevole, con 861 citazioni sui media che lo collocano al primo posto in questa speciale classifica, davanti persino al vincitore Sal Da Vinci.
L’esposizione mediatica e le preferenze per fasce d’età
L’analisi del monitoraggio effettuato da Mediamonitor.it rivela infatti gerarchie inaspettate anche per quanto riguarda la cosiddetta earned media. Ditonellapiaga, forte del successo delle cover, svetta con 861 citazioni, lasciando il vincitore del Festival a quota 785. Arisa conquista la terza posizione con 675 menzioni, seguita da Serena Brancale, partita tra i favoriti della vigilia ma poi classificatasi solo nona all’Ariston, a testimonianza di come la narrazione mediatica e il consenso del pubblico possano percorrere binari distinti. Lo stesso dicasi per Fedez e Masini, quinti, mentre Sayf, sul podio della kermesse, scivola in sesta posizione per quanto riguarda le citazioni.
Analizzando i dati demografici forniti da Spotify, emerge un quadro preciso delle preferenze generazionali. Se Samurai Jay domina nella fascia 18-34enne e Ditonellapiaga è la regina dei Millennial (35-44 anni), Sal Da Vinci riconquista il suo pubblico nelle fasce over 45, dove è il più ascoltato in assoluto. L’unico artista capace di penetrare trasversalmente tutte le fasce d’età, comparendo stabilmente nelle top 5 di ogni gruppo, è Sayf, a dimostrazione di una capacità di sintesi e di un appeal che vanno oltre le singole mode generazionali. Anche all’estero, il brano di Sal Da Vinci si conferma il più gettonato, raccogliendo oltre il 10% dei propri stream fuori dai confini italiani, in un contesto che vede crescere l’interesse per la musica italiana in paesi come Corea del Sud, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.




