L'euro torna a volare sopra 1,20, tra il rally cinese e le dichiarazioni di Trump

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per la prima volta dal giugno del 2021, in un contesto finanziario globalmente mosso, la moneta unica europea ha sfondato la soglia psicologica di 1,20 dollari, riportandosi ai livelli che precedevano lo scoppio del conflitto in Ucraina. Questo movimento, avvenuto a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump che ha commentato con entusiasmo la flessione della sua valuta, segna una svolta significativa dopo anni di minore tenuta. La fase di marcata debolezza del biglietto verde, del resto, è stata uno dei propulsori principali di un rialzo che diversi analisti ritenevano probabile soltanto nel prosieguo dell'anno, e che invece si è materializzato con nettezza in queste sedute, migliorando sensibilmente il quadro tecnico dell'EUR/USD.

Il contesto asiatico e la corsa delle materie prime

Il breakout dell'euro non è un fatto isolato, bensì si inserisce in una giornata di forti movimenti sui mercati internazionali, caratterizzata da un vero e proprio rally in alcune piazze asiatiche. L'Hang Seng di Hong Kong, in particolare, ha infatti compiuto un balzo del 2,4%, agganciando i massimi del 2021, mentre lo Shanghai Composite registrava un più contenuto ma comunque positivo 0,4%. In controtendenza, il Nikkei giapponese ha ceduto terreno dello 0,4%, riflettendo le incertezze seguite alla pubblicazione dei verbali della Bank of Japan, dai quali è emerso come all'interno del board si sia discusso della possibilità futura di un rialzo dei tassi di interesse. Parallelamente, hanno continuato la loro corsa rialzista sia l'oro, che ha toccato i 5.245 dollari l'oncia con un guadagno del 3,2%, sia il petrolio Wti, salito dello 0,65% fino a 62,8 dollari al barile.

La lettura tecnica e i possibili scenari immediati

Dal punto di vista dell'analisi grafica, il balzo in avanti compiuto dal cambio nella giornata di martedì 27 gennaio, con l'aggiunta del superamento di quota 1,1990, ha consolidato una struttura favorevole al rialzo. Molti indicatori tecnici, tra cui il Macd, il Parabolic SaR e il Vortex, segnalano ormai una chiara posizione long, rafforzando la pressione rialzista. Ciò che potrebbe temporaneamente impedire un nuovo allungo immediato verso l'area target di 1,2040-1,2050 è soltanto la condizione di ipercomprato di brevissimo termine in cui versa la coppia valutaria, la quale potrebbe innescare una fisiologica pausa di consolidamento prima di tentare ulteriori apprezzamenti.

Le implicazioni per l'Italia e il sistema economico

Il ritorno a un cambio che non si vedeva da cinque anni solleva interrogativi sulle conseguenze per le economie dell'area euro, e per quella italiana in particolare. Un euro forte, se da un lato aiuta a contenere il costo delle importazioni di materie prime, dall'altro può rendere meno competitive le esportazioni fuori dall'Unione, un settore vitale per molti distretti produttivi. Questo livello, dunque, non è una semplice soglia numerica ma un elemento che può cambiare gli equilibri per imprese e mercati, introducendo nuove variabili in un quadro già complesso per le tensioni geopolitiche ed economiche degli ultimi anni.

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