Assolta giocatrice di curling, contaminazione nei rapporti intimi col marito
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Redazione Sport
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Il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna ha assolto la giocatrice canadese di curling Briane Harris, precedentemente condannata a una squalifica di quattro anni per doping, dopo essere risultata positiva alla sostanza vietata Ligandrol. La decisione, presa martedì 14 gennaio, rappresenta un importante precedente per Jannik Sinner, attualmente impegnato agli Australian Open, che il prossimo 16 e 17 aprile affronterà il suo caso proprio davanti al Tas.
Harris, 32 anni, era stata trovata positiva al Ligandrol, un integratore che stimola il testosterone, e inizialmente squalificata per quattro anni, poi ridotti a undici mesi. Tuttavia, il Tas l'ha assolta poiché l'atleta ha dimostrato di essere stata contaminata a sua insaputa, in occasione di rapporti sessuali con il marito che assumeva il farmaco per aumentare la propria massa muscolare. Questa sentenza potrebbe avere ripercussioni significative per Sinner, che ha sempre sostenuto che la presenza di Clostebol nel suo organismo fosse dovuta a un massaggio effettuato dall'allora fisioterapista Giacomo Naldi, il quale aveva utilizzato il Trofodermin, un farmaco da banco contenente Clostebol, per facilitare la cicatrizzazione di una ferita.
Dopo la sentenza che ha assolto Sinner per assenza totale di colpa o negligenza, in base all'articolo 10.5 del regolamento anti-doping, il tennista ha licenziato Naldi e l'allora preparatore Umberto Ferrara, che aveva acquistato il Trofodermin. Lorenzo Sonego, atteso da un match all'Australian Open contro Joao Fonseca, ha espresso il suo dispiacere per la situazione di Sinner, dichiarando che "mi fa male solo l'idea di non vederlo per un po'".
Fonseca, 18enne brasiliano, è annunciato come il nuovo fenomeno del tennis mondiale, e molti pronosticano che presto si siederà al ristrettissimo tavolo occupato da Sinner e Alcaraz.




