Resonance: A Plague Tale Legacy, la recensione del prequel action che divide la critica
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di quattro anni dal precedente Requiem, Resonance: A Plague Tale Legacy si presenta come uno spin-off derivato dall'arco narrativo principale della saga, arrivata a uno snodo fondamentale con la conclusione del secondo capitolo; Asobo per ora ha scelto di non approfondire le vicende di Amicia, per fare invece un salto indietro nel tempo e raccontarci le straordinarie circostanze che hanno segnato la giovinezza di Sophia, la piratessa che abbiamo già conosciuto in Requiem, dove aiuta i protagonisti accogliendoli a bordo della Rascasse, il suo vascello.
L'avventura di Asobo Studio era iniziata nel 2019 con A Plague Tale: Innocence, un videogioco non privo di difetti, ma ricco di idee originali, e proseguendo con l'ambizioso progetto, la casa di sviluppo francese aveva dato vita nel 2022 ad A Plague Tale: Requiem, ancora imperfetto nel gameplay ma capace di emozionare; la storia di Amicia e Hugo, ispirata alla devastante peste nera del XIV secolo, intrecciava realtà storiche ed elementi dark fantasy puntando tutto sulle atmosfere, per un risultato creativo, ma non sempre riuscito a pieno.
Un'isola, un mistero e il passato di Sophia
Ambientato quindici anni prima rispetto agli eventi di Requiem, Resonance: A Plague Tale Legacy racconta il misterioso passato di Sophia e il suo legame con un'isola remota, una location che diventa quasi un personaggio a sé stante all'interno dell'economia del gioco; l'approccio narrativo, in questo senso, si discosta sensibilmente da quello dei capitoli precedenti, perché se da un lato ritroviamo la cura maniacale per i dettagli storici e la ricostruzione ambientale, dall'altro il tono si fa più avventuroso e meno cupo, pur senza tradire la matrice drammatica che ha sempre contraddistinto la
Serie. La protagonista, che in Requiem appariva come un'alleata saggia e determinata, qui viene mostrata nei suoi anni più giovani e spavaldi, quasi spericolati, e il gioco sfrutta questa prospettiva inedita per approfondire il suo carattere e le sue motivazioni, regalando ai fan della saga un tassello che mancava all'appello.
Non si tratta tuttavia di un semplice esercizio di stile o di un riempitivo narrativo, perché Asobo ha costruito attorno a questa figura un intreccio che, pur rimanendo autoconclusivo, getta luce su dinamiche e relazioni che avevamo intravisto solo superficialmente nel secondo episodio.
La svolta action che divide la stampa internazionale
I voti di Resonance: A Plague Tale Legacy sono molto contrastanti, e sembra proprio che la critica si sia divisa in due fazioni opposte, a giudicare dai punteggi che la stampa internazionale ha assegnato all'interessante prequel della saga firmata Asobo Studio; si passa infatti dai 9 ai 6, nell'ambito di valutazioni che conferiscono un peso molto diverso a determinati aspetti dell'esperienza, in particolare la svolta action che differenzia profondamente l'avventura di Sophia dai capitoli con Amicia e Hugo.
La componente stealth, che era stata il cardine dei giochi precedenti e che richiedeva pazienza e pianificazione per superare le orde di ratti e i soldati nemici, qui lascia spazio a un approccio molto più diretto e dinamico, con un sistema di combattimento che punta sull'azione in tempo reale e su meccaniche da picchiaduro a volte anche brutali.
Questa scelta, che per molti rappresenta un'evoluzione necessaria per non appiattire la formula del franchise, per altri è invece un tradimento dell'identità stessa della serie, e il dibattito che ne è scaturito ha alimentato recensioni diametralmente opposte, dove gli stessi elementi vengono giudicati come pregi o come difetti a seconda della sensibilità del recensore.
Un comparto tecnico e artistico di altissimo livello
Dal punto di vista visivo e sonoro, Resonance: A Plague Tale Legacy si colloca senza dubbio ai vertici della produzione videoludica contemporanea, e questo è un aspetto sul quale la critica, al di là dei voti discordanti, sembra trovare un punto di accordo quasi unanime; la ricostruzione dell'isola e dei suoi paesaggi, tra scogliere a picco sul mare e villaggi medievali avvolti dalla nebbia, restituisce un senso di autenticità e di immersione che pochi titoli sanno regalare, e la colonna sonora, con i suoi temi orchestrali che si alternano a momenti di silenzio assordante, accompagna il
Giocatore in un viaggio che è tanto emotivo quanto viscerale. Il problema, semmai, è che questa veste prodigiosa finisce per scontrarsi con un ritmo di gioco che molti hanno definito incostante, dove momenti di pura esplorazione e scoperta si alternano a sequenze action particolarmente ostiche e a tratti frustranti, spezzando la fluidità dell'esperienza e creando un senso di straniamento che non giova alla narrazione.
Inoltre, la scelta di non localizzare i dialoghi in italiano, obbligando chi gioca a destreggiarsi con l'inglese o con i sottotitoli, ha rappresentato per una parte del pubblico un ostacolo non indifferente, penalizzando soprattutto chi non padroneggia la lingua e rischiando di compromettere la comprensione di una trama che, per sua natura, si regge su sottigliezze e sfumature dialettiche.
Un'esperienza che divide ma non lascia indifferenti
Resonance: A Plague Tale Legacy è un titolo che non lascia indifferenti, e proprio questa sua natura polarizzante potrebbe rappresentare la sua forza più che il suo limite, perché in un panorama videoludico spesso omologato, la capacità di suscitare reazioni così contrastanti è di per sé un segnale di coraggio e di personalità artistica.
Il combattimento, che per alcuni è il tallone d'Achille dell'operazione e per altri rappresenta un'evoluzione necessaria, va comunque valutato nel contesto di un progetto che cerca di ampliare i confini della serie senza rinnegare le sue radici, e se è vero che l'azione risulta a volte goffa e poco rifinita, è altrettanto vero che il gioco riesce a regalare momenti di puro spettacolo e di intensità emotiva che pochi altri titoli sanno eguagliare.
La storia di Sophia, con il suo carico di rimpianti e di scoperte, si inserisce perfettamente nel filone narrativo principale senza mai sovrastarlo, anzi, arricchendolo di significati e di prospettive che renderanno probabilmente più profonda anche la rilettura degli episodi precedenti per chi deciderà di rigiocarli.
In definitiva, il giudizio su Resonance: A Plague Tale Legacy dipenderà in larga parte da ciò che ci si aspetta da un capitolo della serie: chi cerca la stessa atmosfera malinconica e il gameplay ragionato di Innocence e Requiem potrebbe restare deluso, mentre chi è aperto a una rilettura in chiave action dell'universo di Asobo potrebbe invece trovarsi di fronte a una piccola gemma, imperfetta ma preziosa.
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