Ferrari, il podio in Austria conferma il passo in crescita ma la McLaren resta lontana
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Redazione Sport
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Non bastano un terzo e un quarto posto per celebrare un successo, e nessuno a Maranello ha inteso farlo, ma il Gran Premio d’Austria ha lasciato in eredità qualcosa di più di un semplice risultato. Se a Monte Carlo la vittoria di Charles Leclerc aveva sollevato interrogativi legati all’unicità del tracciato cittadino, il Red Bull Ring – con le sue curve veloci e le temperature record che hanno messo a dura prova motori e gomme – ha offerto un banco di prova più attendibile. E la Ferrari, pur senza minacciare la supremazia della McLaren, ha consolidato il suo ruolo di seconda forza.
“Non possiamo accontentarci”, ha ammesso Leclerc, che dal podio ha parlato di “morale” ma anche della necessità di ulteriori progressi. Un approccio pragmatico, lontano dall’euforia ma capace di riconoscere i miglioramenti. Il monegasco, del resto, sa bene che la stagione era partita con ambizioni ben più alte, e che il ritardo accumulato nei primi mesi non si colma in due gare. Eppure, i segnali ci sono: la SF-25, dopo gli aggiornamenti introdotti nelle scorse settimane, sembra aver ritrovato competitività su circuiti eterogenei, a differenza della Mercedes – reduce da un exploit a Montreal – che a Spielberg è ripiombata in difficoltà.
Proprio Lewis Hamilton, quarto al traguardo, ha dovuto fare i conti con limiti ormai cronici, a partire dalla gestione dei freni, da lui stesso definiti “un problema”. Senza un errore in qualifica, forse, avrebbe potuto lottare per la prima fila, ma in gara la differenza con Leclerc è apparsa netta, soprattutto nelle curve ad alta velocità dove il britannico fatica a trovare fiducia. “Stiamo spingendo per sistemarli”, ha aggiunto, senza nascondere la frustrazione.




