Fisco, crediti inesigibili superano i 1.300 miliardi: l’allarme di Upb e Corte dei Conti
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Redazione Economia
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Una massa di debiti fiscali, accumulatisi in oltre vent’anni, grava oggi su 21,8 milioni di contribuenti, raggiungendo l’astronomica cifra di 1.300 miliardi di euro. I dati, emersi durante un’audizione alla commissione Finanze del Senato, sono stati confermati dai tecnici del Mef, dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) e della Corte dei Conti, che hanno sottolineato come l’inefficacia della riscossione sia legata a un circolo vizioso: la proliferazione di sanatorie e rottamazioni ha indotto molti a posticipare il pagamento, nella speranza di nuovi sconti.
La situazione è resa ancora più critica dal fatto che una cartella su due risulta inesigibile, un fallimento per il sistema di riscossione – sia spontaneo che coattivo – voluto dal centrosinistra negli anni. A fine novembre 2024, il magazzino dei crediti gestiti dall’Agente della Riscossione ha toccato 1.865 miliardi, con un aumento del 36,5% rispetto al 2019. Di questi, soltanto 100 miliardi sono considerati recuperabili, come ha spiegato Valeria De Bonis dell’Upb, evidenziando come la maggior parte dei debiti riguardi importi inferiori a 1.000 euro e coinvolga principalmente persone fisiche.
Proprio la proposta della Lega di introdurre una nuova rottamazione delle cartelle è finita nel mirino degli esperti. Upb e Corte dei Conti hanno avvertito che simili misure rischiano di alimentare l’attesa di ulteriori condoni, minando ulteriormente le entrate fiscali. «Generano effetti negativi in termini di perdita di gettito», ha precisato la Corte, sottolineando come la costante ricerca di soluzioni tampone finisca per erodere la credibilità del sistema.




