Stellantis abbandona l’idrogeno: "Non ci sono prospettive", crolla in Borsa
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Redazione Economia
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Il gruppo automobilistico Stellantis ha deciso di interrompere lo sviluppo della tecnologia a celle a combustibile a idrogeno, considerandola priva di un futuro commerciale sostenibile nel breve e medio periodo. La scelta, motivata da una serie di ostacoli strutturali, ha provocato un immediato contraccolpo finanziario, con le azioni che a Piazza Affari hanno perso circa il 4%, scendendo a 8,19 euro.
Tra i fattori che hanno spinto alla svolta, spiccano la carenza di infrastrutture per il rifornimento, gli ingenti investimenti richiesti e la mancanza di incentivi sufficienti a stimolare la domanda. "Le prospettive di vendita non giustificano i costi", ha spiegato l’azienda, guidata da John Elkann, rinviando sine die la produzione di furgoni a idrogeno che avrebbe dovuto partire quest’anno negli stabilimenti francesi di Hordain e in quelli polacchi di Gliwice.
La mossa, benché razionale dal punto di vista economico, rischia di indebolire ulteriormente la posizione dell’Europa nella corsa alle alternative green, dove l’idrogeno era stato a lungo considerato una soluzione promettente per i trasporti commerciali. Sebbene alcuni competitor, soprattutto asiatici, continuino a investire nella tecnologia, Stellantis preferisce concentrarsi su elettrificazione e biocarburanti, ritenendoli più vicini alle esigenze del mercato.




