Appendino giudicata responsabile per i fatti di piazza San Carlo
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Redazione Interno
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La Corte di assise di Appello di Torino ha ricalcolato la condanna per Chiara Appendino, ex sindaca del capoluogo piemontese e attuale parlamentare del Movimento 5 Stelle, per i fatti accaduti in piazza San Carlo il 3 giugno 2017. La nuova sentenza prevede una pena di un anno, cinque mesi e ventitré giorni di reclusione, riducendo di poco la precedente condanna di diciotto mesi. La stessa pena è stata inflitta anche all'ex questore di Torino, Angelo Sanna, coinvolto nella stessa vicenda.
La tragedia di piazza San Carlo, che ha visto il ferimento di oltre 1.500 persone e la morte di due donne, è stata causata dal panico scatenato da un falso allarme bomba durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League. La Corte ha stabilito che Appendino, in qualità di sindaca, ha dato impulso alle scelte riguardanti il luogo di svolgimento dell'evento senza preoccuparsi di valutare la sostenibilità in termini di sicurezza, mancando inoltre di adottare l'ordinanza anti-vetro, che avrebbe potuto limitare i danni causati dalla calca.
La sentenza della Corte di assise di Appello di Torino rappresenta un ulteriore capitolo nella lunga vicenda giudiziaria legata ai fatti di piazza San Carlo. La decisione di ricalcolare la pena è stata presa in seguito al ricorso presentato dalla difesa di Appendino, che aveva contestato la severità della condanna iniziale. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che la responsabilità dell'ex sindaca fosse comunque significativa, confermando gran parte delle accuse a suo carico.
Il caso di piazza San Carlo ha suscitato grande attenzione mediatica e ha sollevato numerosi interrogativi sulla gestione della sicurezza durante eventi pubblici di grande portata.




