Urago Mella piange Seline, stroncata da un malore a soli nove anni
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Redazione Interno
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Il quartiere di Urago Mella, nella periferia ovest di Brescia, è immerso in un silenzio innaturale, un vuoto pesante che segue l'onda d'urto di una tragedia inattesa e bruciante. La notizia della scomparsa di Seline, che aveva appena nove anni, si è diffusa con la violenza di un fulmine a ciel sereno, lasciando famiglie, amici e conoscenti attoniti, incapaci di trovare una ragione per l'irragionevole. La piccola, che frequentava la classe quarta della scuola primaria “Don Vender”, ha salutato i suoi compagni e le maestre lunedì pomeriggio, al termine di una giornata apparentemente identica a tante altre, con l'abbraccio e il sorriso soliti, quelli che non facevano presagire nulla di male. Quella stessa serata, tra le mura domestiche, un malore improvviso e violento l'ha colta, strappandola alla sua vita nel giro di pochi, fatali giorni nonostante le cure intensive e i tentativi dei sanitari, che si sono conclusi venerdì.
Il dolore di un intero quartiere
Il cordoglio, in casi come questi, non conosce confini e travalica le mura di casa per investire l'intero tessuto sociale che circondava la bambina. Il Consiglio di quartiere, facendosi portavoce di un sentire collettivo e smarrito, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia e a tutta la realtà scolastica dell’Istituto Comprensivo Ovest 2, di cui la “Don Vender” è parte integrante. Ha sottolineato, con parole che cercano di dare un nome all'indicibile, il dolore per una perdita così prematura, che lascia una ferita profonda in chi ha condiviso con lei il tempo della scuola, un luogo che dovrebbe essere custode di spensieratezza e non di un lutto così acerbo.
Il vuoto incolmabile tra i banchi di scuola
È proprio tra i banchi della sua classe che l'assenza di Seline si materializza con la forza più dirompente. Quel posto, che lei occupava fino a pochi giorni fa, rimane vuoto, una presenza muta e straziante che grava sul cuore di bambini e adulti. I suoi compagni, così giovani per affrontare il concetto della mortalità, e le insegnanti, che ne avevano curato la crescita giorno dopo giorno, si ritrovano a fare i conti con un ricordo che, seppur bello, è ormai intriso di un dolore lancinante. L'istituto, nel suo insieme, è scosso da un evento che ha colpito non solo la sua quarta elementare, ma ogni persona che, a vario titolo, incrociava il suo percorso.
Il ricovero e la scomparsa
Dopo il malore che l'aveva colta in casa, la corsa verso l'ospedale aveva alimentato una flebile ma tenace speranza. Speranza che si è progressivamente spenta con il passare delle ore, fino a spegnersi del tutto nella giornata di venerdì, quando i medici non hanno potuto far altro che constatare il suo decesso. La bambina, figlia di un padre italiano e di una madre di origini africane, lascia nello sconforto i genitori e un fratello, anch'egli alunno della stessa scuola, legando per sempre il suo nome a quello di Urago Mella in una storia di ordinario, incomprensibile dolore.




