Un volo United Airlines da Newark a Palma di Maiorca deviato per uno speaker bluetooth chiamato “Bomb”
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Redazione Economia
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Il volo United Airlines 236, partito da Newark e diretto a Palma di Maiorca, è stato costretto a una drastica inversione di rotta sull’Atlantico – quando ormai era in aria da oltre quattro ore – a causa di un rilevatore di dispositivi Bluetooth che ha mostrato un nome quanto meno inquietante: “Bomb”.
L’allarme, come si legge nei rapporti delle autorità aeroportuali e in diversi post sui social dei passeggeri, è scattato dopo che un viaggiatore ha notato, scorrendo l’elenco delle connessioni sul proprio telefono, la presenza di quello che sembrava un altoparlante wireless con quella fatale dicitura. A bordo del Boeing 767, un velivolo che trasportava 190 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio, la segnalazione ha innescato il protocollo di sicurezza più rigido, portando il comandante a rientrare al Newark Liberty International Airport.
L’iter dell’emergenza, tra annunci e mancata compliance
Stando alla ricostruzione fornita dai media statunitensi – che hanno raccolto le testimonianze dei passeggeri, tra cui quella di una giovane donna che ha documentato l’intera vicenda su TikTok – l’equipaggio ha ripetutamente chiesto, tramite annunci a bordo, di spegnere tutti i dispositivi Bluetooth.
Nonostante i ripetuti inviti, che secondo alcuni presenti sono arrivati a essere almeno due o tre, il dispositivo denominato “Bomb” risultava ancora attivo nel sistema; una circostanza, questa, che ha spinto i piloti a contattare la sede centrale della compagnia a Chicago prima di prendere la decisione definitiva.
A un certo punto, come si sente chiaramente in una registrazione delle comunicazioni con la torre di controllo, un funzionario ha confermato che un passeggero aveva chiamato il proprio speaker “una certa parola di quattro lettere”, motivando così la necessità di evacuare l’aereo e ispezionare anche la stiva.
Identificato il proprietario: un sedicenne sotto inchiesta
Una volta che il volo è rientrato a Newark, i passeggeri sono stati fatti scendere – portando con sé solo passaporto e telefono, mentre il resto dei bagagli restava a bordo per i controlli – e sottoposti a una nuova procedura di screening da parte della TSA e della dogana.
Le indagini successive hanno permesso di risalire al responsabile di quell’innocuo ma sfortunato scherzo: si tratta di un ragazzo di 16 anni, proprietario di uno speaker Bluetooth o di un Fitbit (le versioni giornalistiche divergono sul tipo specifico di dispositivo) che lui stesso aveva rinominato “Bomb”.
Il minore, la cui identità non è stata resa nota, è stato preso in custodia dalle autorità federali per essere interrogato; al momento non risultano essere stati formalizzati capi d’accusa, ma l’FBI ha comunque aperto un fascicolo sull’accaduto.
Le conseguenze operative di uno “scherzo” costoso
Le ripercussioni sulla programmazione del volo sono state pesanti, se si considera che la sostituzione dell’equipaggio – necessario perché quello originale aveva superato i limiti di servizio – e i controlli di sicurezza hanno accumulato un ritardo di oltre nove ore. I passeggeri, dopo essere stati tenuti in attesa nel terminal per tutta la notte, sono infine ripartiti all’alba del 31 maggio, atterrando a Palma di Maiorca nel primo pomeriggio di domenica.
Nessun ordigno o minaccia reale è stata trovata durante la perquisizione condotta dalla polizia portuale con unità cinofile, eppure l’intera operazione dimostra quanto un atto di leggerezza – o, per usare le parole del comandante riportate dai passeggeri, “la stupidità di una persona che vuole fare una battuta” – possa compromettere la sicurezza di centinaia di altri viaggiatori.




