Attentato a Damasco: strage di cristiani nella Siria "pacificata"
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Redazione Esteri
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Mentre il sole del tramonto avvolgeva i tetti di Dweil’a, periferia di Damasco, un boato ha squarciato la quiete della messa domenicale nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias. Un kamikaze si è fatto esplodere tra i banchi, trasformando un momento di preghiera in una scena di orrore. Decine le vittime, tra morti e feriti, in quello che il Patriarcato di Antiochia ha definito senza esitazione un "crimine efferato". Il regime di Assar, che da anni proclama la Siria liberata dal terrorismo, ha puntato il dito contro l’Isis, ma per i cristiani del paese – già ridotti a una minoranza sempre più fragile – la sharia e la paura sono diventati compagni quotidiani.
«La gente pregava in sicurezza sotto lo sguardo di Dio», ha raccontato padre Fadi Ghattas, scampato alla strage. Eppure, quel rifugio di fede si è rivelato una trappola. Tra le macerie, i sopravvissuti hanno cercato disperatamente i propri cari, mentre il Patriarca Yohanna, con voce rotta dal dolore, elevava una preghiera collettiva per le 22 vittime, già proclamate "martiri" dalla chiesa ortodossa. «Perché ci hanno colpito? Non abbiamo armi, non vogliamo potere», ha implorato Bassim Khoury, uno dei fedeli, la cui domanda riecheggia quella di migliaia di cristiani in Medio Oriente: comunità da anni strette nella morsa di persecuzioni, emigrazioni forzate e attacchi sempre più audaci.
L’attentato arriva in un momento già teso, dopo gli attacchi in Iran e la recrudescenza di gruppi jihadisti nella regione. Se le autorità siriane hanno promesso indagini, molti dubitano che la "pacificazione" proclamata da Damasco sia più di una facciata. Nelle strade della capitale, i checkpoint militari si moltiplicano, ma la sicurezza per i cristiani – che pure hanno cercato di rimanere neutrali nel conflitto – sembra un miraggio. La chiesa di Sant’Elia, gremita di fedeli durante la commemorazione, è diventata il simbolo di una resistenza silenziosa, mentre il Patriarcato esige dalle autorità "protezione concreta" per i luoghi di culto.




