Forte esplosione a Damasco, mentre si indaga sulla strage nella chiesa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una violenta detonazione ha scosso Damasco nel pomeriggio del 24 giugno, riportata dall’agenzia Afp e confermata dalle autorità locali come il risultato di una bonifica controllata di residuati bellici. L’esplosione, avvenuta senza preavviso, ha riacceso i timori in una città già ferita dall’attentato di due giorni prima nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias, dove un attentatore suicida ha ucciso 25 persone e ne ha ferite oltre 60.

L’attacco, rivendicato da un gruppo estremista non legato all’Isis ma composto da ex membri di una coalizione militare ora al governo, ha lasciato una scia di dolore che ha raggiunto anche il Vaticano. Papa Leone XIV, attraverso un telegramma del cardinale Parolin, ha espresso "profondo dolore" e "solidarietà" ai fedeli colpiti dalla strage, definendola una "tragedia". Intanto, un video diffuso su Instagram dalla rivista Popular front mostra gli ultimi istanti del terrorista prima dell’attentato, mentre si avvicina al luogo dell’attacco.

Le autorità siriane, che non hanno rilasciato ulteriori dettagli sull’esplosione odierna, devono ora affrontare non solo l’emergenza sicurezza ma anche le conseguenze di un attacco che ha colpito una minoranza già vulnerabile. L’assenza di un avvertimento prima della detonazione controllata ha sollevato interrogativi, in un contesto in cui ogni boato fa riaffiorare il ricordo della violenza recente.

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