Ucraina sotto attacco: la Russia intensifica i raid con droni Shahed e missili

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra venerdì e sabato, la Russia ha scatenato una nuova ondata di attacchi aerei sull’Ucraina, cambiando radicalmente strategia dopo mesi di guerra di posizione. Mosca ha colpito non solo le aree tradizionalmente bersagliate, come Kiev, Kherson e Mykolaiv, ma ha esteso i raid anche alle regioni occidentali, finora considerate relativamente al sicuro. Droni Shahed e missili da crociera hanno raggiunto Lviv, Kharkiv, Cernihiv e altre città, seminando distruzione e costringendo la popolazione a rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana, trasformate in bunker di fortuna.

Secondo i dati diffusi dall’Aeronautica militare ucraina, sono stati lanciati complessivamente 597 droni e 26 missili, di cui circa 344 intercettati dalle difese antiaeree. Nonostante gli sforzi di Kiev, molti ordigni hanno raggiunto obiettivi civili, tra cui palazzi residenziali e infrastrutture urbane. "Sentivamo i droni sulla nostra testa", ha raccontato una testimone a Kharkiv, dove le esplosioni hanno provocato incendi e danni ingenti. A Lviv, gli attacchi hanno colpito il centro abitato, confermando una tendenza che ormai da settimane vede la Russia prendere di mira non solo le installazioni militari, ma anche la popolazione.

Il presidente Volodymyr Zelensky, nel commentare l’offensiva, ha annunciato il ripristino degli invii di armi da parte degli alleati, pur ribadendo la necessità di "sanzioni secondarie severe" contro chi sostiene Mosca. Intanto, nelle città colpite si contano vittime e danni materiali, mentre i soccorritori lavorano tra le macerie. L’escalation rappresenta una chiara evoluzione tattica: se in passato gli attacchi erano concentrati su obiettivi strategici, ora l’obiettivo sembra essere quello di logorare le difese ucraine, saturando i sistemi di intercettazione con un numero crescente di droni a basso costo.

Mentre Trump, presidente degli Stati Uniti, ribadisce la sua linea sugli aiuti a Kiev – condizionandoli a un maggiore impegno finanziario della Nato –, il conflitto entra in una fase ancora più imprevedibile. Le parole di Zelensky lasciano intendere che, nonostante le difficoltà, l’Ucraina continuerà a resistere, ma la pressione russa, con raid sempre più massicci e diffusi, rischia di mettere a dura prova un sistema difensivo già provato.

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