La Cassazione stronca i nuovi grattacieli di Milano: "Sfruttamento intensivo del territorio"
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Redazione Interno
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Non si placa il caso degli abusi edilizi a Milano, dove l’ultimo atto della battaglia giudiziaria ha visto la Cassazione confermare il sequestro delle cosiddette Residenze Lac, tre torri di 43 metri nel Parco delle Cave. Le motivazioni, depositate ieri, non lasciano spazio a dubbi: il progetto è l’"emblema dei guasti urbanistici" legati a un’"urbanizzazione incontrollata". La società Nexity, che aveva presentato ricorso, si è vista respingere ogni argomentazione, dopo che già il Riesame aveva dato ragione alla procura milanese.
La sentenza ribadisce la validità del provvedimento "impeditivo", emesso per bloccare l’utilizzo di un bene coinvolto in presunti illeciti. La Terza sezione della Suprema corte, infatti, ha definito "fondate" le accuse della Procura riguardo allo "sfruttamento intensivo del territorio" nella zona di via Cancano, un’ex area industriale oggi al centro di polemiche. Non è un caso che il cantiere, fermo dal luglio 2024, sia finito nell’inchiesta "Palazzopoli", che sta portando alla luce decine di casi sospetti.
La vicenda, però, si complica per via di un’altra sentenza, quella del Tar Lombardia, che ha invece assunto una posizione opposta. Se la Cassazione ha dato sostegno all’operato dei magistrati, il tribunale amministrativo potrebbe ostacolare l’inchiesta, creando un conflitto giuridico che riflette la complessità della materia urbanistica. Due decisioni, due interpretazioni: mentre i legali della difesa brandiscono la sentenza del Tar come un "fucile" per smontare le accuse, la procura risponde con le motivazioni della Cassazione, altrettanto nette.




