Ucraina sotto attacco durante il vertice Trump-Putin: raid russi con 85 droni e un missile balistico
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Redazione Esteri
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Mentre in Alaska si svolgeva l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, nella notte la Russia ha sferrato una nuova ondata di attacchi contro l’Ucraina, lanciando 85 droni e un missile balistico Iskander-M. Le regioni di Sumy, Donetsk, Chernihiv e Dnipropetrovsk sono state le più colpite, secondo quanto riportato dall’Aeronautica ucraina, che ha confermato l’intensità dell’offensiva sebbene in misura ridotta rispetto ai picchi delle scorse settimane.
Volodymyr Zelensky, intervenuto poco dopo gli attacchi, ha accusato Mosca di continuare a uccidere civili nonostante i negoziati in corso. "Anche nel giorno del dialogo, la Russia sceglie la violenza", ha dichiarato il presidente ucraino, sottolineando come il Cremlino non mostri alcuna intenzione di fermare la guerra, giunta ormai al suo 1.270° giorno.
Parallelamente, l’Ucraina ha condotto un’operazione nel Mar Caspio, colpendo un cargo russo che trasportava – secondo fonti di Kiev – armi iraniane. Un episodio che dimostra come il conflitto si estenda ormai ben oltre i confini territoriali, coinvolgendo aree strategiche e rotte commerciali.
Sul fronte opposto, la città russa di Kursk è stata teatro di un attacco ucraino con droni, che ha causato la morte di una donna e il ferimento di altre 12 persone. Il governatore ad interim Alexander Khinshtein ha denunciato i danni a un edificio residenziale e a una scuola, mentre le fiamme divampate hanno reso necessari interventi di emergenza.




