La torcia di Milano Cortina 2026 accende l'Italia, da Roma a Milano in 63 giorni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il viaggio della fiamma olimpica attraverso la penisola, un percorso di dodicimila chilometri che si snoderà per sessantatré giorni, rappresenta il conto alla rovescia più visibile verso i Giochi invernali del 2026. Questo itinerario, concepito sin da quando il Comitato olimpico internazionale assegnò l’evento all’Italia, è divenuto realtà dopo l’accensione tradizionale avvenuta lo scorso 26 novembre nel sito archeologico di Olimpia, in Grecia. Davanti alle rovine del Tempio di Hera, dove quasi tremila anni fa ebbero origine le antiche competizioni, la fiamma è stata passata al primo tedoforo ufficiale, il canottiere ellenico Petros Gkaidatzis; alla cerimonia, a rappresentare il paese organizzatore, hanno presenziato due campioni dal palmarès eccezionale: Stefania Belmondo, ultima tedofora a Torino 2006 e detentrice di dieci medaglie olimpiche, e Armin Zoeggeler, unico atleta nella storia ad aver conquistato sei medaglie individuali consecutive ai Giochi.

Il messaggio istituzionale e il valore simbolico dell'evento

In un discorso pronunciato lo scorso 5 dicembre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il significato profondo dell’appuntamento, affermando che "in un cambiamento d’epoca, come quello che stiamo vivendo, c’è bisogno di speranza". Lo sport, secondo il Capo dello Stato, racchiude e trasmette un valore prezioso, mostrando come "con impegno, con tenacia, con il coraggio di superare i propri limiti, si possano raggiungere nuovi traguardi". Un concetto, questo, che trova riscontro nelle parole di chi ha lavorato per portare i Giochi in territori simbolo, i quali hanno evidenziato come la manifestazione possa costituire un’occasione di rilancio, gettando le basi per un nuovo periodo di sviluppo e attenzione internazionale.

Le tappe regionali e i traguardi sportivi locali

Il viaggio della torcia, articolato in sessanta tappe complessive, tocca anche le isole maggiori, coinvolgendo comunità e storie di successo sportivo. La Sardegna, ad esempio, è stata la quarta regione a ospitare il passaggio della fiamma, con l’ottava e la nona tappa che hanno interessato il nord dell’isola a partire dal 13 dicembre 2025. Da Olbia il percorso è proseguito verso Sassari, una città che ha legato il proprio nome al basket d’eccellenza grazie alla Dinamo Sassari, la quale, tra il 2014 e il 2019, ha conquistato uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e una FIBA Europe Cup. Quel trionfo in una competizione internazionale di uno sport olimpico rimane un risultato storico per lo sport sardo, essendo la prima e unica formazione dell’isola ad esservi riuscita.

L'eredità dei territori e la macchina organizzativa

L’organizzazione dei Giochi, che si apprestano a tornare in alcune località dopo decenni, poggia su un tessuto fatto di ambizioni e di capacità di realizzare progetti considerati, in prima battuta, difficili. L’assegnazione a Cortina d’Ampezzo, insieme ad altre città, è stata infatti perseguita nonostante lo scetticismo iniziale legato al fatto che la località avesse già organizzato l’edizione del 1956, un dato che oggi la rende unica al mondo per aver ospitato per due volte le Olimpiadi invernali. L’obiettivo ora è quello di mostrare al mondo, attraverso il lungo e capillare percorso della torcia e poi durante le competizioni, un patrimonio paesaggistico e umano che punta a lasciare un segno, con la consapevolezza di avere di fronte un pubblico globale stimato in circa tre miliardi e mezzo di spettatori.

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