milano, il comune fa marcia indietro sulla legge salva-milano dopo le accuse di corruzione
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Redazione Interno
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Palazzo Marino ha deciso di non sostenere più l’iter di approvazione della proposta di legge nota come “Salva Milano”, a seguito degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’ex dirigente del Comune Giovanni Oggioni. La decisione, annunciata in una nota ufficiale, arriva dopo che la Procura ha individuato nella proposta di legge un potenziale strumento per favorire affari illeciti, mettendo in luce un sistema che coinvolgeva membri della Commissione per il Paesaggio, operatori economici e progettisti.
Gli elementi emersi dagli atti di accusa, descritti come “di novità e, purtroppo, di maggiore gravità”, hanno spinto l’Amministrazione a prendere le distanze da un provvedimento che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto semplificare i processi urbanistici. Tuttavia, secondo le indagini, la legge sarebbe stata utilizzata per “paralizzare” le inchieste giudiziarie e favorire gli interessi di alcune lobby.
Il Comune, che dal 2020 ha introdotto l’obbligo per dirigenti e funzionari di dichiarare eventuali condizioni di incompatibilità con il ruolo ricoperto, ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento. Una mossa che sottolinea la volontà di prendere le distanze da un sistema che, secondo le accuse, avrebbe distorto le regole dell’urbanistica milanese.
L’arresto di Oggioni, già direttore dello sportello unico per l’edilizia, rappresenta solo l’ultimo tassello di un’inchiesta che sta portando alla luce dinamiche complesse e preoccupanti. La proposta di legge, che non aveva ancora raggiunto il Senato, è stata quindi accantonata, almeno per il momento, mentre le indagini proseguono.
La vicenda, che si inserisce in un contesto già segnato da tensioni e polemiche legate alla gestione del territorio, solleva interrogativi sulla trasparenza dei processi decisionali e sulla capacità di garantire un equilibrio tra sviluppo urbano e legalità. Palazzo Marino, nel comunicato, non ha mancato di ribadire l’impegno a collaborare con le autorità giudiziarie, lasciando intendere che la priorità sia ora quella di fare chiarezza su quanto accaduto.




