Lmdv Capital, scossa ai vertici: arriva l'ex Moncler Calì. Del Vecchio jr presidente esecutivo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Un nuovo corso per il family office di Leonardo Maria Del Vecchio. A pochi giorni dall'assemblea della holding Delfin, fissata per il 30 giugno in Lussemburgo, il quartogenito del fondatore ha deciso di ridisegnare la squadra di vertice di Lmdv Capital, la società che gestisce i suoi investimenti personali. Una "piccola rivoluzione", come è stata definita, che porta alla guida operativa Lorenzo Calì, manager con un passato di spicco in Luxottica e Moncler, e che ridisegna i ruoli di alcuni dei collaboratori più stretti dell'imprenditore.

Nuovo assetto per la governance

La principale novità del riassetto riguarda il ruolo di Leonardo Maria Del Vecchio stesso. Fin qui presidente di Lmdv, che controlla al 100%, assume ora la carica di presidente esecutivo. Una mossa che gli consente di mantenere un coinvolgimento diretto nelle attività operative e strategiche del family office, in una fase delicata che vede il suo progetto di riassetto di Delfin al centro dell'attenzione.

Al suo fianco, come vicepresidente, siederà Gabriele Benedetto, manager proveniente da Telepass e con un'esperienza nel campo della trasformazione digitale e della crescita organizzativa.

La responsabilità operativa di Lmdv Capital è stata invece affidata a Lorenzo Calì, nominato amministratore delegato. Calì, che vanta una lunga esperienza maturata in quindici anni in Luxottica e successivamente in Moncler, che aveva lasciato da pochi mesi, avrà il compito di guidare l'operatività del family office, supportando le strategie di crescita e sviluppo delle attività controllate. Un ruolo chiave per un manager che arriva dal settore del lusso e che ha maturato competenze nella gestione aziendale e nella valorizzazione di marchi internazionali.

I nuovi incarichi per Talarico e l'uscita di Mascellaro

Il riassetto prevede anche un cambio di ruolo per Marco Talarico, che finora è stato amministratore delegato e co-fondatore di Lmdv Capital. Talarico lascia la guida operativa per affiancare direttamente Leonardo Maria Del Vecchio nella complessa partita legata a Delfin.

Un incarico di particolare rilievo, considerato che il 30 giugno l'assemblea della holding lussemburghese sarà chiamata a esprimersi sul bilancio e sulla possibilità di procedere con l'operazione che vedrebbe Leonardo Maria rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola per 10 miliardi di euro.

Lascia invece Lmdv Capital il direttore generale Luigi Mascellaro. La sua uscita rientra in un ridisegno complessivo della struttura manageriale voluto da Leonardo Maria Del Vecchio per affrontare le sfide future, in particolare il tornante cruciale rappresentato dal futuro di Delfin. Un family office, quello di Leonardo Maria, che in pochi anni ha costruito un portafoglio di partecipazioni diversificato, investendo circa un miliardo di euro in società come Acqua di Fiuggi, Twiga e Leone Film Group.

Le sfide del dossier Delfin

Il riassetto dei vertici di Lmdv Capital arriva a pochi giorni dall'assemblea di Delfin, un appuntamento che lo stesso Leonardo Maria ha definito decisivo per "la natura stessa e il futuro" della holding. L'imprenditore, che punta a diventare il socio di maggioranza relativa della cassaforte di famiglia con il 37,5%, ha accusato il consiglio di amministrazione di Delfin di non aver fornito spiegazioni chiare sullo stallo dell'operazione.

Secondo Del Vecchio, alcune banche finanziatrici avrebbero chiesto maggiori garanzie sulla politica dei dividendi e sulla stabilità dell'assetto proprietario, ma il board non avrebbe saputo esprimere una posizione unitaria e trasparente.

Un clima di incertezza che ha portato l'operazione a una fase di stallo, con il consiglio di Delfin che starebbe valutando anche un'alternativa che prevede il riacquisto diretto delle quote di Paola e Luca da parte della stessa holding. In questo contesto, il nuovo assetto di Lmdv Capital, con Lorenzo Calì alla guida operativa e Marco Talarico concentrato sul dossier Delfin, sembra configurarsi come una mossa per rafforzare la struttura decisionale del family office in vista di un passaggio cruciale per la governance di uno dei principali centri di potere finanziario italiani.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.