Roma-Genoa, le scelte di Gasperini e De Rossi tra emergenza e ritorni all'Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All'Olimpico va in scena una delle sfide più attese della settima giornata, con la Roma chiamata a rialzarsi dopo il ko interno contro il Real Madrid e il Genoa di Daniele De Rossi a caccia di conferme dopo il successo sulla Fiorentina. Gian Piero Gasperini deve fare i conti con un'emergenza che definire ampia è riduttivo: out Dybala, Malen, Cristante, Svilar e Koné, con quest'ultimo fermato da una lesione di primo grado che lo terrà ai box ancora per qualche settimana.

In porta c'è Gollini, davanti a lui il tecnico cambia sette undicesimi rispetto alla sfida di Champions: dentro Balerdi e Koulierakis, fuori Mancini e Hermoso, con N'Dicka a completare il terzetto difensivo.

La mediana d'emergenza e il tridente giovane

A centrocampo le assenze di Koné e Cristante costringono Gasperini a puntare su De Roon e Pisilli in coppia centrale, con Lulli e Rensch sugli esterni. Davanti space al tridente composto da Soulé e Mora alle spalle di Santiago Castro, prima volta da titolare per l'attaccante argentino in campionato. Una scelta quasi obbligata, considerando che Malen è squalificato dopo il cartellino rosso rimediato a Como e Dybala è fermo per un affaticamento al gemello del polpaccio.

Il tecnico giallorosso non nasconde le difficoltà: «Dobbiamo allargare necessariamente la rosa, qualcuno come Castro, Mora o altri che giocheranno hanno bisogno di acquisire la stessa fiducia e la stessa forza».

Il Genoa di De Rossi e il ritorno da avversario

Dall'altra parte De Rossi torna nel suo stadio, ma con una maglia diversa e un obiettivo preciso: dare continuità ai tre punti conquistati contro la Fiorentina. Il tecnico rossoblù schiera Bijlow in porta, con Marcandalli, Ostigard e Vasquez a formare la linea difensiva; a centrocampo spazio a Ellertsson, Frendrup, Wiafe e Puczka, mentre Messias ed El Shaarawy agiscono alle spalle di Osmajic. L'ex capitano romanista ha parlato alla vigilia con toni misurati: «Il valore della Roma è cresciuto rispetto a quella di dicembre scorso. È una squadra incredibilmente forte e ieri ha comunque dato la dimostrazione». Parole che non nascondono la consapevolezza della difficoltà, ma nemmeno l'intenzione di giocarsela fino in fondo.

Le scelte in difesa e le alternative in panchina

Gasperini ha optato per un turnover mirato nel reparto arretrato, dove Balerdi ha vinto il ballottaggio con Hermoso e affianca N'Dicka e Koulierakis. Sulla corsia destra Lulli ha la meglio su Molina, apparso in difficoltà contro il Real Madrid, mentre a sinistra Rensch agisce al posto di Wesley. In panchina restano uomini di esperienza come Pellegrini, Mancini e lo stesso Hermoso, pronti a entrare a gara in corso. De Rossi, dal canto suo, recupera El Shaarawy dal primo minuto e conferma la fiducia a Osmajic, autore di una buona prestazione contro la Fiorentina.

La sfida si gioca anche su questo terreno: la capacità della Roma di reggere l'urto con una formazione rimaneggiata e quella del Genoa di sfruttare le assenze avversarie per muovere la classifica.

Il peso specifico delle assenze giallorosse

L'emergenza in casa Roma non riguarda solo i nomi, ma anche il minutaggio: Dybala è il giocatore con il maggior tempo disputato in campionato e la sua assenza priva la squadra di un riferimento offensivo determinante. Koné, out per la lesione, era diventato un titolare fisso a centrocampo, mentre Cristante garantiva esperienza e copertura davanti alla difesa. Gasperini ha provato a minimizzare l'impatto psicologico del ko europeo: «Il contraccolpo esiste, l'altra sera c'è stato sicuramente dopo il 3-2. Ma questa squadra non deve sentire la necessità di dover necessariamente vincere Champions o scudetto, si deve esprimere». Un messaggio chiaro alla vigilia di una partita che, per ragioni diverse, conta parecchio per entrambe le panchine.

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