Valanga sulla Forcella Giau: due sciatori travolti dalla neve

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La montagna, spesso amata per la sua maestosità e il suo silenzio, ha mostrato ieri il suo volto più crudele. Due sciatori hanno perso la vita a causa di una valanga caduta poco sotto la Forcella Giau, nel territorio di San Vito di Cadore, in provincia di Belluno. La tragedia, avvenuta nel cuore delle Dolomiti Ampezzane, si inserisce in un contesto già segnato da altri incidenti legati alle valanghe, che nelle ultime ore hanno provocato tre morti, quattro feriti e una ventina di persone travolte tra Veneto e Valle d’Aosta.

Marco Dalla Longa, alpinista di Col San Martino con tre anni di esperienza, si è trovato a pochi metri dall’epicentro della slavina. Mentre scendeva il pendio, un’enorme massa di neve si è staccata, travolgendo il ghiaione dove stava per approdare. Poco più avanti c’era Andrea De Nardi, mentre più a valle si trovavano Elisa De Nardi e Abel Ayala, entrambi coinvolti nella sciata. Abel, 38 anni, ecuadoregno di nascita ma residente a Vittorio Veneto da 25 anni, aveva più volte espresso, quasi in tono scherzoso, un presagio che si è purtroppo avverato: «Prima o poi la montagna mi porterà via». Quelle parole, pronunciate al fratello e ai familiari, sono diventate realtà alle 13 di ieri, quando la slavina lo ha sepolto insieme a Elisa.

La valanga, che ha colpito in un’area frequentata da scialpinisti, ha sollevato interrogativi sulle condizioni della neve e sul rispetto delle allerte emesse nei giorni scorsi. Le autorità avevano infatti segnalato un elevato rischio di valanghe a causa delle abbondanti nevicate che hanno interessato le Alpi, ma molti hanno scelto di ignorare i moniti, spinti dalla voglia di approfittare della prima grande nevicata della stagione.

La tragedia della Forcella Giau non è isolata. Solo ieri, un’altra vittima è stata registrata sul ghiacciaio Presena, al confine tra Trentino e Lombardia, mentre altre slavine hanno causato feriti e dispersi in diverse località montane. Le operazioni di soccorso, complicate dalle condizioni meteorologiche e dalla fragilità del manto nevoso, sono state condotte con tempestività, ma per Abel e Elisa non c’è stato nulla da fare.

La montagna, che da sempre rappresenta un luogo di sfida e di libertà, continua a ricordarci la sua imprevedibilità. I fatti di ieri non sono solo un monito per chi pratica sport in alta quota, ma anche un invito a riflettere sulla necessità di rispettare le regole e i segnali che la natura ci invia. La neve, che incanta e attira, può trasformarsi in un pericolo mortale quando si sottovalutano i rischi.

Le indagini sulle dinamiche dell’incidente sono ancora in corso, ma già emergono testimonianze che descrivono una scena drammatica, con tonnellate di neve che hanno cancellato in pochi istanti la vita di due appassionati di montagna. Abel, che amava profondamente quelle vette, è stato portato via da ciò che più amava, mentre Elisa, al suo fianco, ha condiviso lo stesso tragico destino.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.