Valanga a Forcella Giau: morti Elisa De Nardi e Abel Ayala Anchundia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Elisa De Nardi, 40 anni di Conegliano, e Abel Ayala Anchundia, 38 anni di Vittorio Veneto, sono le due vittime della valanga che domenica 16 marzo si è staccata da Forcella Giau, nel territorio di San Vito di Cadore, sulle Dolomiti Bellunesi, a quota 2.300 metri. La tragedia, avvenuta intorno alle 13, ha travolto un gruppo di quattro scialpinisti che si trovavano tra Cortina d’Ampezzo e la val Fiorentina, in un’area nota per le sue pendenze ripide e spesso soggetta a fenomeni di instabilità nevosa. I due, nonostante i soccorsi immediati, non ce l’hanno fatta: Elisa è deceduta all’ospedale di Treviso, mentre Abel, originario dell’Ecuador, è morto a Mestre.

Marco Dalla Longa, alpinista di Col San Martino con tre anni di esperienza, è stato testimone diretto dell’incidente. Mentre scendeva il pendio, ha visto staccarsi una slavina che ha travolto il ghiaione dove si trovavano i suoi compagni. “Ero poco più avanti rispetto a loro”, ha raccontato, “e ho visto tutto accadere in pochi secondi”. Elisa e Abel, che si trovavano più a valle, sono stati investiti dalla massa di neve mentre osservavano la discesa di Marco. Andrea De Nardi, altro componente del gruppo, è riuscito a salvarsi, ma il bilancio è stato comunque drammatico.

L’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, commentando l’accaduto, ha sottolineato come “chi va in montagna con determinate condizioni mette a repentaglio non solo la propria vita, ma anche quella dei soccorritori”. Le condizioni meteo della zona, infatti, erano state segnalate come critiche già nei giorni precedenti, con un bollettino che avvertiva del rischio valanghe. Nonostante ciò, il gruppo ha deciso di affrontare l’escursione, pagando un prezzo altissimo.

La valanga, che si è staccata dal versante ovest di Forcella Giau, ha colpito in modo improvviso e violento, lasciando poco spazio di manovra ai soccorritori. I soccorsi, coordinati dal Soccorso Alpino e supportati dall’elisoccorso, sono intervenuti tempestivamente, ma le condizioni dei due alpinisti erano già compromesse. Elisa, trasportata d’urgenza a Treviso, è spirata poche ore dopo il ricovero, mentre Abel, trasferito a Mestre, non ha superato la notte.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in montagna, soprattutto in un periodo in cui le condizioni climatiche, sempre più imprevedibili, rendono le attività outdoor particolarmente rischiose. Forcella Giau, una delle zone più frequentate dagli amanti dello scialpinismo, è ora al centro di riflessioni sulla necessità di una maggiore consapevolezza dei pericoli legati alla montagna, soprattutto quando le condizioni del manto nevoso sono instabili.

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