Tragedia sul Tonale: valanga travolge tre scialpinisti, due morti in due giorni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un boato improvviso, una nube di polvere e neve che si alza verso il cielo, e poi il silenzio. È questo il momento drammatico catturato in un video che documenta la valanga staccatasi ieri, lunedì 17 marzo, in zona Cantiere sul Passo del Tonale. La massa di neve, che ha preso velocità in pochi istanti, ha travolto tre scialpinisti impegnati nella discesa, trascinandoli a valle. Dalle prime ricostruzioni, sembra che siano state proprio le loro tracce a innescare il distacco del manto nevoso, un dettaglio che aggiunge drammaticità a una tragedia già segnata dalla fatalità.

Quella del Tonale è solo l’ultima di una serie di valanghe che, in sole 48 ore, hanno insanguinato le montagne italiane. Domenica, sul ghiacciaio Presena, in Trentino, uno scialpinista tedesco di 49 anni ha perso la vita, mentre un bresciano di 36 anni è stato ricoverato in rianimazione. Un altro sciatore tedesco, coinvolto nello stesso incidente, è stato trasportato all’ospedale di Rovereto. Sempre domenica, un australiano è rimasto ferito sotto Punta Helbronner, sul Monte Bianco, in un altro episodio che ha riacceso i riflettori sui rischi legati alle condizioni meteo avverse.

La Forcella Giau, sopra Cortina d’Ampezzo, è stata invece lo scenario di un’altra tragedia: Elisa De Nardi, 40enne di Conegliano, e Abel Ayala Anchundia, 38enne di Vittorio Veneto originario dell’Ecuador, hanno perso la vita sepolti dalla neve. L’unico sopravvissuto, Andrea De Nardi, è stato ascoltato dagli investigatori per ricostruire la dinamica dell’incidente. Le operazioni di soccorso, complicate dalle condizioni del terreno e dal pericolo di ulteriori distacchi, hanno messo in luce la fragilità di un ambiente montano che, in questi giorni, si è dimostrato particolarmente insidioso.

«Serve molta esperienza per riconoscere e aggirare i lastroni», ha sottolineato Dimitri De Gol, vice delegato del Soccorso Alpino di Belluno, ricordando come i giorni di allerta arancione per il rischio valanghe abbiano richiesto un’attenzione particolare da parte di chi si avventura in alta quota. Nonostante i ripetuti avvertimenti, però, il bilancio è stato pesante: tre vittime in due giorni, con episodi che hanno interessato diverse zone, dal Trentino alle Dolomiti Bellunesi.

Sul ghiacciaio Presena, dove domenica è caduta una valanga che ha coinvolto tre persone, gli esperti hanno evidenziato come la combinazione di neve fresca e lastre di ghiaccio abbia creato condizioni particolarmente critiche. «L’allerta era alta», ha spiegato un esperto, sottolineando come i fenomeni meteorologici degli ultimi giorni abbiano contribuito a rendere il manto nevoso instabile.

Intanto, le indagini proseguono per chiarire le dinamiche degli incidenti, con particolare attenzione alla valanga della Forcella Giau. Le testimonianze dei sopravvissuti, come quella di Marco Dalla Longa, travolto ma miracolosamente scampato alla morte, offrono spunti preziosi per comprendere cosa sia accaduto. «Siamo stati travolti da un’onda, ho fatto il possibile per salvarmi», ha raccontato, descrivendo con parole asciutte il momento in cui la montagna ha mostrato il suo volto più crudele.

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