Tragedia sulle Dolomiti: due scialpinisti travolti da una valanga
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Redazione Interno
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Elisa De Nardi, 40 anni di Conegliano (Treviso), e Abel Ayala Anchundia, 38 anni, originario dell’Ecuador, hanno perso la vita ieri sera, rispettivamente negli ospedali di Treviso e Mestre, dopo essere stati travolti da una valanga sulle Dolomiti ampezzane. L’incidente, avvenuto intorno alle 13 sotto la Forcella Giau, a 2.300 metri di quota, ha coinvolto un gruppo di quattro scialpinisti che stavano affrontando il valico alpino tra Cortina d’Ampezzo e la Val Fiorentina, nel territorio di San Vito di Cadore (Belluno). La slavina, staccatasi in un momento di apparente tranquillità, ha colto di sorpresa i quattro, trascinandoli lungo il pendio e seppellendoli sotto una massa di neve.
Marco Dalla Longa, alpinista di Col San Martino con tre anni di esperienza, era presente al momento della tragedia e ha raccontato di aver visto la valanga abbattersi sul ghiaione dove si trovava Andrea De Nardi, fratello di Elisa. Poco più a valle, Elisa e Abel, che osservavano la discesa di Marco, sono stati travolti a loro volta. Nonostante i soccorsi immediati, arrivati grazie all’allarme lanciato da Marco e da altri escursionisti nelle vicinanze, le condizioni dei due sono risultate critiche fin dall’inizio. Trasportati d’urgenza in ospedale, non ce l’hanno fatta.
La tragedia si inserisce in un contesto già segnato da altri incidenti legati alle valanghe, che nelle ultime settimane hanno causato tre morti e quattro feriti tra Veneto e Valle d’Aosta. Solo domenica scorsa, un’altra slavina aveva provocato vittime sul ghiacciaio Presena, al confine tra Trentino e Lombardia. Le condizioni meteorologiche avverse, unite a un manto nevoso instabile, hanno reso particolarmente rischiosa l’attività sciistica fuoripista, nonostante i ripetuti avvisi di pericolo emessi dalle autorità.
Gianpaolo Bottacin, assessore regionale alla Protezione Civile, ha sottolineato come “chi decide di avventurarsi in montagna in condizioni meteo proibitive mette a repentaglio non solo la propria vita, ma anche quella dei soccorritori”. Le operazioni di salvataggio, infatti, richiedono interventi rapidi e complessi, spesso in contesti estremi che espongono i soccorritori a rischi significativi. La Forcella Giau, teatro dell’incidente, è un passaggio noto per la sua bellezza ma anche per la sua pericolosità, soprattutto in presenza di nevicate recenti e venti forti che destabilizzano il manto nevoso.
Elisa De Nardi, appassionata di montagna e con una lunga esperienza alle spalle, era considerata un’escursionista preparata, così come Abel Ayala, che da anni viveva in Italia e condivideva con lei la passione per lo scialpinismo. La loro scomparsa ha lasciato un vuoto profondo tra amici e familiari, che ricordano entrambi per la loro generosità e il loro amore per la natura. Andrea De Nardi, sopravvissuto alla valanga, è stato ricoverato in condizioni stabili, mentre il quarto membro del gruppo, le cui generalità non sono state rese note, è rimasto illeso.




