Robert Redford, l'incidente che segnò la sua vita e l'eredità da 200 milioni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Robert Redford ha suscitato un moto di commozione che va ben oltre la cerchia dei cinefili, toccando chiunque abbia apprezzato, anche solo sporadicamente, la sua filmografia. Quello che molti ignorano, tuttavia, è come un terribile incidente – un evento distaccato dalla sua carriera ma profondamente radicato nella sua sfera privata – abbia irrevocabilmente mutato il suo approccio all’esistenza, rappresentando una delle tante prove che il suo carattere risoluto si è trovato ad affrontare.
La sua eredità, del resto, non è costituita soltanto dalla memoria delle indimenticabili performance ma anche da un cospicuo patrimonio, valutato circa 200 milioni di dollari. Un capitale ingente, accumulato in decenni di successi come attore, regista e produttore visionario, che includeva proprietà immobiliari di pregio – alcune già cedute – e il suo amatissimo ranch nello Utah, cuore pulsante della sua riservatezza, senza dimenticare i diritti sulle opere e il valore inestimabile del Sundance Film Festival, da lui fondato.
In un ricordo toccante condiviso pubblicamente, il giornalista Bob Woodward – con il quale Redford condivise non solo l’amicizia ma anche un’analogia storica, avendo l’attore intravisto un parallelo tra le figure di Nixon e quella dell’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump – lo ha commemorato sottolineandone “la fiera indipendenza” e l’uso del cinema quale strumento per “migliorare il mondo”.




