L'ultimo saluto a Riccardo Minghetti, in migliaia a Roma per il sedicenne morto a Crans-Montana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lungo e commosso applauso ha rotto il silenzio del piazzale gremito, mentre il feretro in legno, adorno di fiori bianchi, lasciava la Basilica dei Santi Pietro e Paolo all'Eur. Sono state migliaia le persone, molte delle quali rimaste all'esterno non potendo trovare posto nella navata, ad accomiatarsi da Riccardo Minghetti, il sedicenne romano la cui vita si è spezzata nella sciagura di Capodanno a Crans-Montana, dove persero la vita anche altre trentanove persone. Alla cerimonia funebre, oltre ai familiari straziati dal dolore, hanno preso parte numerosi amici e coetanei, molti dei suoi compagni di scuola, mentre il sindaco di Roma Roberto Gualtieri era presente tra quanti hanno voluto rendere omaggio al ragazzo.

Il ricordo degli amici e la sospensione delle lezioni

Il lutto ha unito un'intera generazione, quella che frequenta i banchi del Liceo Cannizzaro, istituto che ha deciso di sospendere le lezioni per permettere a studenti e docenti di partecipare all'ultimo saluto. Tra i giovani che affollavano la chiesa e il sagrato, il ricordo di Riccardo è emerso con frammenti di quotidianità che ne tratteggiano il carattere. Francesca, una compagna di scuola, ha voluto condividere un episodio significativo, ricordando come lui si fosse avvicinato per consolarla dopo un brutto voto, dicendole che "non ti preoccupare, va tutto bene, è soltanto un voto". Un gesto semplice, che molti di loro hanno citato, a sottolineare una gentilezza spontanea e una maturità insolita, tanto che altri lo hanno definito "un amico di cui avevamo stima".

L'appello e il vuoto lasciato

Proprio dalla voce di quei ragazzi, insieme al dolore, è giunto anche un appello accorato e collettivo perché simili tragedie non si ripetano mai più. Un desiderio di sicurezza e di normalità che risuona con forza dopo un evento che ha colpito nel profondo non solo le famiglie direttamente coinvolte, ma un'intera città. I genitori di Riccardo, nel loro strazio, hanno voluto ricordare il figlio come un adolescente che "stava diventando un bell'uomo" e che, nei giorni sulla neve, si era mostrato particolarmente felice. Hanno inoltre voluto estendere il loro pensiero all'amico Manfredi, anch'egli vittima della stessa disgrazia, in un gesto che unisce due destini spezzati.

Una tragedia che supera i confini

La cerimonia romana, per quanto intimamente legata ai luoghi di vita del ragazzo, ha rappresentato soltanto uno dei momenti di cordoglio per una sciagura che ha assunto da subito dimensioni internazionali, richiamando l'attenzione sulla sicurezza delle località turistiche in montagna. L'episodio, del resto, si è verificato mentre l'attenzione globale era catalizzata anche da altri avvenimenti, come il nuovo insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, ma a Roma, in quella mattinata, il centro delle emozioni era soltanto il vuoto lasciato da una vita interrotta troppo presto. Il corteo, uscito dalla basilica sotto una pioggia di applausi, ha mostrato come il cordoglio per Riccardo Minghetti abbia travalicato la cerchia dei conoscenti diretti, toccando le corde di una collettività che si riconosce nel lutto per una promessa negata.

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