Nuovo scontro De Luca-Pd: “Tesoriere arrestato? Chiedetelo a Misiani”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tensione tra Vincenzo De Luca e il Partito Democratico torna a salire, in un clima già carico di polemiche e accuse reciproche. Dopo le dichiarazioni dell’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo, che ha definito conclusa l’esperienza amministrativa di De Luca alla guida della Campania, il governatore ha replicato con toni durissimi, concentrandosi sulla vicenda dell’arresto del tesoriere regionale del Pd, coinvolto nell’inchiesta sui falsi contratti di lavoro per immigrati.

“Del tesoriere del Pd in Campania dovrebbe rispondere un valoroso statista che fa di nome Misiani”, ha dichiarato De Luca, rivolgendosi ai giornalisti con una freddezza che non lascia spazio a interpretazioni. Le sue parole, pronunciate a Gragnano, hanno raggiunto rapidamente la sede regionale del partito a Napoli, alimentando ulteriormente il conflitto interno. Il riferimento a Misiani, commissario regionale del Pd, è apparso come un attacco frontale, volto a sottolineare quelle che De Luca considera le responsabilità di un partito ormai lontano dalla sua visione politica.

Non è la prima volta che il governatore critica apertamente il Pd, definendolo autoreferenziale e paragonandolo al Pcus di Breznev o alle dinamiche di potere di Kim Jong-un. “Nel nostro partito parlano tra di loro una ventina di capi corrente, presuntuosi e lontani dalla realtà”, ha aggiunto De Luca durante la presentazione di Photoansa, un volume che racconta per immagini l’anno appena trascorso. Secondo lui, il partito non lo accetta perché è “un uomo libero”, una figura scomoda che non si piega alle logiche di gruppo.

Intanto, l’inchiesta che ha portato all’arresto del tesoriere regionale del Pd continua a far discutere. L’indagine, che ha portato alla luce un presunto sistema di falsi contratti di lavoro per immigrati, ha scatenato reazioni anche da parte dell’opposizione. Maurizio Ferrante, esponente di Forza Italia, ha chiesto al Pd di “ammettere le proprie responsabilità e scusarsi”, sottolineando come l’inchiesta di Salerno abbia rivelato un meccanismo radicato e complesso.

La vicenda, che si intreccia con le tensioni interne al Pd campano, rischia di avere ripercussioni non solo sulla reputazione del partito, ma anche sul già fragile equilibrio politico della regione. De Luca, da parte sua, sembra intenzionato a mantenere alta la pressione, continuando a criticare senza mezzi termini una leadership che considera distante e inefficace.

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