Guerra Russia-Ucraina, Kiev teme il blocco delle armi dagli Usa mentre Mosca esulta
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Redazione Esteri
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Mentre il Pentagono non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, fonti giornalistiche vicine alla Casa Bianca rivelano che gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, intendono interrompere le forniture militari all’Ucraina, compresi i missili Patriot e altri sistemi fondamentali per la difesa aerea. Una mossa che, se confermata, segnerebbe una svolta nella strategia americana, allontanando Washington da un conflitto che ormai dura da oltre tre anni.
L’amministrazione Trump, che in passato aveva già manifestato scetticismo verso un impegno prolungato a sostegno di Kiev, sembra ora voler accelerare una soluzione negoziata, anche a costo di lasciare l’Ucraina in una posizione di debolezza. Tra le munizioni bloccate, oltre ai Patriot, ci sarebbero proiettili di artiglieria di precisione e missili lanciabili dagli F-16, i caccia di fabbricazione statunitense consegnati a Kiev negli ultimi mesi.
La reazione ucraina non si è fatta attendere: l’incaricato d’affari americano è stato convocato d’urgenza al ministero degli Esteri, segno della preoccupazione per una decisione che rischia di compromettere la capacità di resistenza delle truppe di Volodymyr Zelensky. Con almeno 50mila soldati russi ammassati al confine, pronti a sferrare un nuovo assalto verso Sumy, la sospensione degli aiuti militari arriva nel momento peggiore.
Mosca, dal canto suo, ha accolto con favore la notizia, interpretandola come un passo verso la fine delle ostilità. "La decisione americana avvicina la conclusione del conflitto", hanno commentato fonti vicine al Cremlino, secondo cui il ridimensionamento del sostegno occidentale dimostrerebbe l’inevitabilità di una soluzione diplomatica.
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