Prati, il cecchino confessa: «Ho sparato per divertimento»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'incubo che per giorni ha tenuto in apprensione i residenti di via della Giuliana, nel cuore del quartiere Prati a Roma, ha un nome e un volto. È Edoardo Ciardiello Crescimanno, cinquantenne romano disoccupato, che mercoledì sera si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri della Compagnia San Pietro accompagnato dal suo legale, Giampaolo Balzarelli. Davanti alla pubblico ministero Alessandra D'Amore ha ammesso le proprie responsabilità: «Sono stato io, ho sparato per divertimento. Non era un gesto contro le donne».

L'episodio che ha dato avvio alle indagini risale a lunedì pomeriggio, quando la scrittrice e giornalista Cristina Stillitano è stata colpita al braccio sinistro da un proiettile esploso da una carabina ad aria compressa mentre camminava lungo la strada. La donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere il piombino e la prognosi è di quindici giorni; il proiettile, consegnato ai carabinieri, non ha provocato lesioni a nervi, ossa o vasi sanguigni. La stessa dinamica si era verificata tre giorni prima, quando un'altra donna era stata centrata al polpaccio nella medesima via.

A condurre gli investigatori sulla pista giusta è stata l'analisi dei registri delle armerie della zona. I carabinieri hanno scoperto che un uomo residente proprio in via della Giuliana aveva acquistato una carabina ad aria compressa nei primi giorni di settembre, nonostante fosse privo del porto d'armi. L'uomo, inizialmente non reperibile, è stato contattato al telefono e, dopo aver preso tempo, si è presentato in caserma con il proprio avvocato.

Nel corso dell'interrogatorio ha raccontato di aver usato l'arma almeno dieci volte, precisando di aver cercato di evitare anziani e bambini e di essersi fermato quando si è reso conto di aver ferito una persona.

L'identità dell'uomo ha stupito la stessa vittima e i residenti del quartiere, che fino a quel momento avevano sospettato di altre persone. L'uomo era sconosciuto ai più: i pochi che lo ricordano lo descrivono come una persona normale, sebbene negli ultimi tempi apparisse in difficoltà, tanto da muoversi con una stampella e da chiedere denaro ai commercianti della zona. Un ristoratore di via della Giuliana ha raccontato di avergli dato venti euro lo scorso marzo, quando si era presentato con un aspetto trasandato.

Sui social il cinquantenne pubblicava foto di paesaggi notturni e immagini generate con l'intelligenza artificiale, tra cui una del tiratore turco Yusuf Dikeç, diventato celebre alle Olimpiadi di Parigi 2024 per il suo equipaggiamento essenziale nella gara di pistola ad aria compressa.

Agli inquirenti risulta che all'uomo siano contestati sette episodi analoghi, compreso il ferimento della commercialista Angela Perrone, avvenuto venerdì scorso. Tra le vittime figurerebbero anche quattro turiste spagnole, il marito di una ristoratrice e il compagno della titolare di una gioielleria. L'arma gli è stata ritirata e l'uomo è stato denunciato a piede libero per lesioni. Cristina Stillitano, appresa la notizia della denuncia senza custodia cautelare, ha commentato: «Mi chiedo: non c'è il pericolo di reiterazione del reato? Quest'uomo è libero? Lo confesso: ho paura».

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